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I foggiani confermano: adorano la Sagra della Varola di Melfi!

Tra un bicchiere di aglianico del Vulture e un sacchetto di caldarroste

Nei giorni passati, abbiamo condotto un sondaggio su Facebook. Abbiamo chiesto ai nostri utenti cosa preferiscono tra due delle sagra più sentite di fine ottobre, vale a dire il rinomato Fucacoste orsarese e la sagra della Varola (castagna) di Melfi.

Seppure Melfi non rientri nella provincia di Foggia, i foggiani hanno preferito quest’ultima. Sono tantissimi, infatti, i lettori che hanno confermato la partecipazione alla sagra melfitana.

Cerchiamo, dunque, di conoscere un pò meglio questa caratteristica sagra di paese che, ogni anno, raccoglie gente proveniente da ogni angolo della Puglia, della Basilicata e non solo.

La Sagra della Varola di Melfi

Ogni anno, il sabato e la domenica della penultima settimana di ottobre Melfi si prepara a festeggiare il marroncino del Vulture nella famosa Sagra della Varola (Castagna). Sono circa trentamila le persone che ogni edizione giungono fin qui in Basilicata per assaporare questa castagna dal sapore talmente delizioso da essere in lizza per il riconoscimento IGP.

Origini antiche per questa manifestazione popolare organizzata dalla Pro Loco cittadina, tra le più blasonate sagre della Basilicata, che si svolge nella centralissima Piazza Umberto I e lungo tutte le strade del centro storico.

Nei giorni di sagra sembra di stare in un grande bosco, per ogni dove stand che paiono rifugi montani con in bella mostra tantissimi alimenti a base di castagna: il castagnaccio, i dolci e il gelato di marroni, la birra di castagne, le tavolate con pasta ottenuta dalla farina di castagne, carne condita con crema di marroni e pizza al marroncino.

Guai poi a non accompagnare il tutto con l’ Aglianico del Vulture. Mentre si gira tra i mercatini della Sagra della Castagna, allietati dai numerosi gruppi musicali e popolari, i visitatori possono acquistare i prodotti tipici a base di castagne e gustare la classica varolata, nome che indica le caldarroste e insieme il recipiente in cui vengono arrostite.

Qui di castagna non si sente però solo l’ odore, il Vulture che domina la cittadina di Melfi è quasi un tappeto di piante di castagne forse importate dall’ Imperatore Federico II dalla Turchia. Una curiosità: il “marroncino di Melfi” (o del Vulture) viene raccolto soprattutto dalle donne che in una sola giornata riescono perfino a raccoglierne dai due ai tre quintali.

Fonte: sagradellavarola.it

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