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Monte Sant’Angelo, quella perla bianca incastonata tra mare e cielo – Around Capitanata #1

Tante volte Foggia Reporter ha cercato di valorizzare la nostra città raccontandone le bellezze e le curiosità. Con la rubrica “Around Capitanata”, curata da Annarita Correra, vogliamo far conoscere a tutti i nostri lettori le meraviglie sparse in tutta la Capitanata, dal Tavoliere al Gargano, dall’oro del grano al grigio delle scogliere, dagli Appennini all’Adriatico, passando per tutti i borghi, i paesi e le cittadine che la caratterizzano.

Vi porteremo alla (ri)scoperta dei piccoli centri che costellano la nostra provincia e che la rendono magica e senza tempo. Lo spettacolo non è poi così lontano, basta guardarsi intorno. Oggi vi parleremo di Monte Sant’Angelo

Monte Sant’Angelo, una perla bianca da scoprire

Tra il verde della macchia garganica e l’azzurro cristallino del mare, a ridosso del Golfo di Manfredonia, si erge su uno sperone uno dei più caratteristici e visitati centri abitati del nostro territorio, meta ogni anno di tantissimi turisti e pellegrini. Stiamo parlando di Monte Sant’Angelo, conosciuto anche come “la città della grotta” o “Mónde” in dialetto locale.

Panorami mozzafiato, storia, strapiombi vertiginosi che arrivano fino al mare e uniscono con un battito di ciglia la montagna alla distesa cristallina dell’Adriatico, riconoscimenti dall’Unesco e da National Geographic, vicoli caratteristici e amati dai fotografi di tutto il mondo, emozioni sacre, leggende e storie di fantasmi fanno di questo centro di poco più di 12mila abitanti una tappa obbligatoria per la nostra rubrica dedicata alle perle della Capitanata.

Come una vera e propria bomboniera incastonata nel promontorio montuoso del Gargano, Monte Sant’Angelo, è una piccola cittadina situata a 843 metri dal mare, fondata attorno all’anno Mille, e conosciuta in tutto il mondo per il Santuario di San Michele Arcangelo, luogo di culto e pellegrinaggio, diventato dal 2011 patrimonio dell’UNESCO.

La natura calcarea del territorio si manifesta in diversi fenomeni carsici, di cui il più famoso è proprio la grotta dell’arcangelo Michele che, il 5 gennaio 2014, la National Geographic Society ha eletto come una delle grotte più belle del mondo. La grotta micaelica si è classificata all’ottavo posto nella lista delle prime dieci, ed è l’unica italiana in questa top ten mondiale.

MONTE SANT’ANGELO TRA SACRO E PROFANO

Il Santuario, risalente al 500 d.C., è un basilica molto particolare in quanto è un luogo unico al mondo sia per la sua storia che per l’atmosfera di forte spiritualità che si avverte al suo interno, e per questo custodito orgogliosamente dagli abitanti.

Secondo la tradizione tra il V e VI secolo, sotto la dominazione dei Longobardi, si susseguirono delle apparizioni dell’arcangelo guerriero in una grotta che fu trasformata da questi in un vero e proprio luogo di culto. Poco dopo la grotta divenne meta di numerosissimi pellegrini e dei crociati diretti in Terrasanta.

«Prima di recarvi qui da me andate a Monte Sant’Angelo e invocate l’aiuto e la protezione dell’Arcangelo Michele». Queste sarebbero state le parole di Padre Pio da Pietrelcina in riferimento alla cittadina garganica, nel corso degli anni, meta di numerosi santi (come san Tommaso d’Aquino, santa Caterina da Siena e san Francesco d’Assisi) e papi.

Ad alimentare l’alone di spiritualità e mistero vi è la leggenda della Linea Sacra di San Michele, una linea immaginaria che simboleggerebbe il colpo di spada che l’arcangelo inflisse a Satana per rimandarlo negli inferi e che collegherebbe ben sette santuari dedicati a San Michele, dall’Irlanda ad Israele, passando per Monte Sant’Angelo.

La cittadina sospesa tra mare e cielo non è però solo una destinazione religiosa. “Mónde” vanta un caratteristico centro storico dominato da piccole e basse case a schiera di colore bianco e da una sensazione di pace e tranquillità che lo rendono un luogo delizioso nel quale amerete perdervi e scattare tantissime foto.

Gli anziani che ridono tra i vicoli, davanti ai bar, durante interminabili partite di briscola tra un buon bicchiere di vino rosso e un aneddoto sui tempi andati, i bambini che giocano tra il sali delle viuzze bianche che si rincorrono tra loro, il profumo invitante del pane caldo appena sfornato e quello del bucato pulito appena steso al sole. Un’atmosfera che rapisce, che sembra portarci indietro ad una condizione naturale e candida fuori dal tempo, un’atmosfera che è magia pura.

Un luogo mistico, Monte, nel quale non mancano certo le specialità culinarie.

Monte Sant’Angelo è anche una delle capitali pugliesi della buona tavola e del buon bere, famose sono le ostie ripiene (ostie ripiene di mandorle tostate e miele), i caciocavalli podolici, le pettole natalizie, i poperati, gli scaldatelli (tipici taralli pugliesi), il pancotto con fave, ceci e verdure, e ultimo ma non per importanza, il pane di Monte Sant’Angelo, rappresentato da grandi pagnotte, nate da una farina tipica grezza tipica del posto “il farinaccio”, che possono raggiungere persino i 6 kg, cotte in forni a legna e vendute in tutta la provincia di Foggia.

Assaggiare queste specialità locali significa fare un’esperienza sensoriale che ha il sapore di tradizione e che sembra portarci in un mondo incantato fuori dal tempo, dove tutto sembra essersi fermato.

Tra le stradine si possono scorgere numerosi laboratori artigianali dedicati alla produzione di taralli, liquori, pasta fresca e dolci che mantengono viva le tradizioni del luogo avvicinando i giovani agli antichi mestieri e ai segreti della cucina tradizionale.

IL CASTELLO DI MONTE SANT’ANGELO E I SUOI MISTERI

Meno conosciuto del Santuario, il castello di Monte Sant’Angelo è un interessante meta per i visitatori. In origine castrum bizantino fatto edificare da Orso I, Vescovo di Benevento e di Siponto nel IX secolo, la fortezza garganica fu affiancata poi da un’alta torre, la Torre dei Giganti. Nell’XI secolo fu ingrandito e ospitò l’imperatore Federico II di Svevia, il quale fece costruire la cosiddetta “Sala del Tesoro”.

Federico II migliorò il castello per renderlo una sicura e adeguata dimora per l’amante, la contessa Bianca Lancia di Torino, dalla quale ebbe poi i due figli Enzo e Manfredi.

L’antica fortezza è avvolta dal mistero e dalle leggende, che la rendono un luogo molto suggestivo. Si dice infatti che tra le sue mura aleggi il malinconico fantasma della nobildonna amante dell’imperatore svevo, a lungo reclusa nella rocca garganica per l’estenuante gelosia dell’amato.

La diceria popolare racconta che la contessa si sia gettata dal torrione a causa dello straziante dolore dovuto alla continua lontananza, fisica e sentimentale, dell’imperatore. Così sembrerebbe che nelle notti invernali, una dama dall’abito bianco appaia tra le rocce della fortezza federiciana e, tra il vento freddo, si possano sentire i suoi lamenti e il suo pianto.

Tra leggende popolari e apparizioni sacre, Monte Sant’Angelo è una delle tante meraviglie del nostro territorio che vi consigliamo di visitare per riscoprire un Gargano che non è solo quello dei trabucchi e delle baie, ma che nella sua semplicità ha tanto da offrire nel suo entroterra.

 

 

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