Cultura e territorio

Gargano nascosto, Santa Maria di Merino: il santuario a pochi chilometri da Vieste dalla storia misteriosa

Se avete in mente di trascorrere un weekend a Vieste, quando ci lasceremo questo drammatico momento di emergenza sanitaria alle spalle, oltre ad apprezzare le bellezze naturalistiche che la regina del Gargano ha da offrire, non sottovalutate il turismo religioso e inserite nelle vostre giornate di vacanza una visita al Santuario di Santa Maria di Merino.

Il Gargano nascosto, quello che la maggior parte dei turisti non conosce o lascia da parte, è quello più incantevole e ricco di storia.

Il Santuario di Santa Maria di Merino sorge in completa solitudine a 7 km a Nord di Vieste, costituito da un’umile e bianca chiesetta rurale dal grande valore simbolico e religioso per i fedeli del comune garganico di Vieste.

Un tempo la zona di Scialmarino era abitata prevalentemente da agricoltori e allevatori, in questa zona vi erano, infatti, molte fattorie di epoca romana, così come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici.

In questo villaggio, più precisamente sulla spiaggia di Scialmarino, la tradizione vuole che venne ritrovata la statua lignea raffigurante la Vergine Maria.

La Statua della Madonna di Merino, probabilmente costruita intorno al 1500, dalla cattedrale di Vieste (dove è conservata ancora oggi), raggiunge la chiesa omonimo ogni 9 maggio con una suggestiva processione che vede la partecipazione di moltissimi fedeli.

Crediti Foto: ingargano.com

Dopo aver raggiunto il santuario, la statua della Vergine fa ritorno, in serata, nella cattedrale viestana.

Il luogo in cui oggi sorge il Santuario, stando ad antiche testimonianze molto autorevoli come quelle di Plinio il Vecchio, era un tempo la sede dell’antica città di Merinum, un piccolo e antico insediamento, la cui popolazione, nel corso dei secoli, si era spostata in quella che poi, con il passare del tempo, sarebbe diventata Vieste.

Intorno alla città di Merinum, da tempo, si sono svilluppate molte storie e leggende. Che fine ha fatto questa antica città del Gargano?

Molti credono che l’antica città sia stata sommersa da continue inondazioni dell’Adriatico, altri credono che la città sia scomparsa dopo un violento terremoto, altri ancora che fu distrutta dai Saraceni. Infine, c’è anche chi crede che questa città, in realtà, non sia mai esistita.

Con il violento terremoto del 1954, in seguito alle scosse, spuntarono i resti della Villa romana di Merino e quelli di una fattoria agricola probabilmente di età romana agustea. In quella occasione furono ritrovati anche diversi vasi, vasche e pozzi.

Inoltre nella villa romana si scoprì un bellissimo mosaico. Tutti questi resti e ritrovamenti, purtroppo danneggiati nel corso degli anni dai vandali, sono importanti testimonianze di un tempo passato e, soprattutto, di effettivi insediamenti ai tempi dell’antica Roma in quella che oggi è una delle zone più affascinanti e visitate del Gargano.

Fonte: turismovieste.it

Annarita Correra

Mi chiamo Annarita Correra, ho 27 anni e amo raccontare storie. Credo che la bellezza salverà il mondo e per questo la cerco e la inseguo nella mia terra, la più bella del mondo. L’amore per la letteratura mi ha portato a conseguire la laurea triennale in Lettere Moderne e quella magistrale in Filologia Moderna. Ho collaborato con riviste online culturali, raccontando con interviste e reportage le bellezze pugliesi. La mia avventura con Foggia Reporter é iniziata cinque anni fa. Da un anno curo la linea editoriale del giornale, cercando di raccontare la città e la sua provincia in modo inedito, dando voce e spazio alla cultura e alle nostre radici. Mi occupo di web editor e creo contenuti digitali, gestisco la pagina Instagram del giornale raccogliendo e raccontando le immagini più belle delle nostra terra.

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