Quella terribile estate del ’43: Foggia e il ricordo dei bombardamenti

Oggi, il 20 agosto 1943 la strage continua

Foggia Reporter

In questi giorni tutta la città di Foggia ha ricordato uno degli episodi più neri della sua storia: i feroci e devastanti bombardamenti di quella terribile estate del ’43, un’estate di morte e distruzione.

Il 1943 per la città di Foggia rappresenta una sorta di “anno zero”. Fino a quel momento i foggiani avevano sentitolo solo lo stridulo suono delle sirene che anticipavano delle esercitazioni in vista di eventuali bombardamenti.

I foggiani non immiginavano minimamente ciò che sarebbe successo in quella maledetta estate del 1943, un’estate calda di orrore, paura e tante vittime. Tra il 19 e 20 agosto, sulla già martoriata città di Foggia si riversò uno dei bombardamenti più feroci e cruenti dell’intero secondo conflitto mondiale.

“Sono le otto del 20 agosto: nessun accenno nel giornale radio al bombardamento subito da Foggia. Neanche una parola per i 9.581 morti ed oltre 600 feriti. Dopo quella del 22 luglio è stata l’incursione più violenta che si è abbattuta sulla città”, la dichiarazione delll’epoca di Luca Cicolella.

Sulle ragioni dell’accanimento delle forze armate angloamericane sulla città di Foggia ancora di dibatte molto. Sicuramente una serie di ragioni porta a considerare la conquista della città e delle sue zone limitrofe, con numerose piste di atterraggio (in provincia di Foggia, dal 1945 ad oggi, si attesta la presenza di ben 35 basi tra aeroporti e idroscali), un luogo strategico.

Si riteneva il territorio foggiano un vero e proprio luogo strategico e di fondamentale importanza per il proseguimento del devastante conflitto mondiale che stava procurando numerosissimi vittime, orrore e tanta paura.