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Mauro Zingarelli protagonista del “Lucca Comics and Games”

Il protagonista della rubrica “Storie di successo” di oggi è Mauro Zingarelli. Giovane regista foggiano che avrà l’onore di prendere parte, il prossimo 2 novembre, al “Lucca Comics and Games” per presentare, in anteprima, il suo lavoro “Tieni gli occhi chiusi”, prequel de “La setta degli assassini”, primo libro della trilogia de “Le guerre del Mondo Emerso” di Licia Troisi. Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui.

Quando e com’è maturato il tuo sogno di diventare regista?

Non c’è stato un momento specifico. All’età di 17 anni ho deciso di diventare regista di cinema dopo aver visto “Fight club”. In realtà ho sempre avuto la passione di raccontare le storie sia scrivendo, ma anche recitando o disegnando. Inoltre, mi piaceva tanto ascoltare le storie. Così, ad un certo punto, mi sono detto: “voglio fare quello che mi fa stare bene”.

C’è un modello al quale ti sei ispirato?

Un mio grande ispiratore è David Fincher, autore di Fight club. Negli ultimi anni mi sono appassionato e specializzato nel cinema d’azione e di combattimento.

Com’è nato questo cortometraggio? Qual è il cuore della vicenda narrata?

Questo progetto nasce dal fatto che io insieme a Simone Belli – fight choregrapher – e la sua squadra di stuntmen della D-Unit, condividiamo la stessa passione per il cinema d’azione. Purtroppo, in Italia è un genere molto bistrattato. È un qualcosa d’appannaggio esclusivamente degli asiatici e degli americani, a seconda dello stile. Entrambi avevamo voglia di portare questo stile in Italia. Così è nata l’idea di realizzare questo progetto. Mi sono ispirato alla saga del “Mondo Emerso” di Licia Troisi, un libro che, da ragazzo, mi ha sempre stupito per le sue qualità. Così ho scritto un racconto, a partire da un evento del libro dove era solo citato. Ho voluto narrare la parte di Sarnek prima che incontrasse Dubhe, la bambina assassina e protagonista del libro della Troisi. Inoltre, vorrei sottolineare il lavoro di gruppo che c’è dietro il progetto e il prezioso contributo del team Sarvas, gruppo di stuntmen di San Marino, esperti proprio nei combattimenti con le armi.

Cosa suggeriresti ai giovani che, come te, vogliono intraprendere questa carriera?

Io non voglio salire in cattedra. Il mio sogno è in fase di realizzazione e non voglio dare una formula magica. Sicuramente è importante crederci, tener duro, decidere il proprio stile e rimanere fedeli. Anche se non ci sono tutti i mezzi e le risorse è meglio fare qualcosa, e poi migliorare di volta in volta, che rimanere fermi e non fare mai niente.

Chiudiamo con una domanda di rito: cosa rappresenta per te Foggia?

Foggia è per me, come per tanti giovani, una realtà apparentemente “scomoda” dove è difficile realizzare i propri sogni. Sicuramente sono grato alla mia città per quello che sono. Mi piacerebbe migliorarla e dare il mio apporto per fare in modo che le difficoltà che ho avuto io non le debbano avere le generazioni future.

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