Viaggi e turismo

Le Guide di Foggia Reporter: Rodi Garganico

Rodi Garganico, quanto è bello andare al mare, soprattutto se ci sono 12 km di spiagge. Relax e divertimento sono un must per le vacanze sul Gargano Settentrionale, il leit motiv delle famiglie che adorano scegliere Rodi Garganico per trascorrere le proprie vacanze estive grazie all’efficace risposta ricettive delle strutture locali.

Una suggestiva meta turistica dato il suo affaccio alle Isole Tremiti, facilmente raggiungibili dallo stesso Porto Turistico di Rodi Garganico, incastonato dalle frequentatissime spiagge Bandiera Blu di Levante e Ponente, dove tutto è a portata di vacanza.

Porto Turistico di Rodi Garganico – Ph. Credit: Hotel Villa Mare

Rodi Garganico vanta una bellezza paesaggistica di grande valore, non solo per il mare cristallino, ma anche per la sua storica agricoltura da sempre in armonia con la vocazione naturale del territorio circostante. Nel raggio di soli 5 km si passa dal castagno al fico d’india, e soprattutto ai “Giardini” che rappresentano ancora oggi il pregio produttivo del Limone Femminello, prodotto principe per l’economia del territorio insieme alle arance del Gargano: “Si dice che sia tanto soave l’odor di aranceti sul lido di Rodi Garganico, da far venire le lacrime agli ogni quando è tempo di fioritura” (Le arance dell’Unità d’Italia – R. Bacchelli; 1981-1985).

Qui, infatti, di zagare ce n’è per tutto l’anno: a maggio l’arancia bionda, a giugno la limoncella e a dicembre la duretta. Merito della cura dei “giardinieri” dediti a questi bellissimi agrumeti scoscesi sul mare, che circoscrivono con il bianco dei loro muretti a secco il cuore della città: il centro storico dei pescatori, lì dove nacque il borgo.

L’origine di Rodi Garganico si deve proprio agli agrumi. Oltre all’Uomo di Romandato, che testimonia la presenza di homo erectus in villaggi paleolitici e neolitici stanziati a ridosso della foce dell’omonimo torrente, il borgo di Rodi Garganico risale all’epoca ellenica ovvero all’VIII secolo a.C. quando i Rodii Argivi dalla Grecia ne colonizzarono le coste in quanto attratti dal clima e dalla vegetazione, luogo ideale per la produzione di πορτοκαλος (“portocalos”) una tipologia di arance greche che divennero subito strumento commerciale della cittadina.

Mura difensive del Vuccolo – Ph. Credit: Weekend Premium

Sotto il Castello, a ridosso dell’attuale Rione Cambomilla, si conservano le imponenti mura difensive del porto del Portus Garnae, che col tempo hanno cintato l’antico borgo marinaro con lo scopo di difendersi dal nemico proveniente dal mare: al suo interno le case si accavallano l’una all’altra in modo da avere un panorama chiaro ed integrale del mare. Al Mer’ì Varc, zona portuale del Vucculo, quartiere in cui le donne solevano richiamare a gran voce i mariti in mare, è possibile scorgere ancora il Tabularium, sui cui in epoca romana fu registrato ogni dettaglio dell’attività mercantile e commerciale della città, dedita ovviamente anche al mercato ittico.

Tipiche case a “grappolo” del centro storico – Ph. Credit: Hotel Riviera Gargano

Lo splendore di Rodi Garganico fu goduto per secoli fino all’arrivo dei Goti nel 485 d.C. e dei Saraceni nel 950 d.C. Solo nel 1453 ritornò la serenità con il miracolo della Madonna della Libera, icona bizantina che attraversando il Mar Adriatico durante la fuga dei Veneziani da Costantinipoli a causa della caduta dell’Impero Romano d’Oriente, bloccò la galea che la trasportava all’altezza del porto di Rodi per esserne poi donata alla popolazione graziata dal gesto mariano. Da allora, ogni 2 luglio si assiste alla processione lungo le suggestive scalinate del  Rione “Chepabbash” in sosta tra le piazzette nascoste dietro i vicoli, in cui rifocillarsi con squisite pietanze a base di pesce, condite inevitabilmente da uno squisito limolio garganico.

Fonte: Agostinelli, P., “Storie e personaggi di Rodi Garganico”, Editrice Parnaso, 2010.
Palma di Cesnola, A., Zorzi, F., “Il giacimento preistorico alla foce del torrente Romandato presso Rodi Garganico”, Museo Civico di Storia Naturale, 1961.

Michela Serafino

Operatore culturale nei sistemi turistici e 30 anni di "pugliesità". Fin da bambina ho osservato con curiosità le meraviglie dell'arte. Decidendo di fare della mia passione una professione, sono volata via da Foggia per laurearmi in Scienze dei Beni Culturali e specializzarmi in Turismo, territorio e sviluppo locale presso la Bicocca di Milano. Con i miei primi passi nei musei, ho capito il valore della condivisione del bello con la società.... mai quanto nella mia regione! La mia mission? In quanto educatore museale e guida turistica, ciò che adoro di più è convertire i disinteressati al piacere della scoperta nei musei e alla bellezza della mia città. Il territorio trama con le sue risorse attraverso metodi di comunicazione 4.0 e web marketing (SEO, Socialmedia,...), tali da apportare il giusto contributo alla promozione culturale e turistica, ed io ci sono dentro. Rivolgendomi sia a giovani che ad adulti tra attività e laboratori, i miei racconti si rivolgono a chiunque abbia voglia di conoscere la Puglia, in particolare la Daunia. Il mio cavallo di battaglia? Progettare ed organizzare eventi culturali coordinando, tramite i media, strutture, associazioni ed infrastrutture necessarie per la mobilità e l'ospitalità. Adoro viaggiare, ma soprattutto appassionare della mia terra.

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