Cultura e territorio

Cacioricotta, prosciutto di maiale nero e cicatelli: ecco i prodotti tipici dei Monti Dauni

Tempo fa vi abbiamo parlato dei deliziosi e caratteristici prodotti tipici del Gargano, terra unica e ricca di sapori. I Monti Dauni, però, non sono da meno. Ecco il nostro viaggio tra le prelibatezze gastronomiche dei paesini dei Monti Dauni.

Prosciutto di Faeto

Tra i tanti prodotti tipici dei Monti Dauni non possiamo non citare il gustoso prosciutto di Faeto. Il prosciutto di maiale nero è una delle specialità più apprezzate dei Monti Dauni.

Il protagonista di Faeto è sicuramente lui, il delizioso prosciutto crudo di maiale nero, una vera e propria prelibatezza che da tantissimi anni conquista i palati di molti turisti e visitatori.

Con questo prosciutto si preparano tantissime specialità, come il caratteristico soffritto, un piatto tradizionale servito con pane unto e dorato nel grasso di maiale.

Ogni anno nel caratteristico centro in provincia di Foggia dove si parla la lingua francoprovenzale, si tiene l’attesissima e gustosa Sagra del Prosciutto di Faeto, un evento da non perdere.

sagra del prosciutto di faeto

Cicatelli

La pasta fatta in casa dovrebbe essere considerata un patrimonio culturale ed enogastronomico da salvaguardare. Per fortuna, nel nostro territorio, viene ancora preparata con le ricette di un tempo.

Sui Monti Dauni c’è un tipo di pasta fresca che non può mancare, i caratteristici cicatelli. I cicatelli sono un tipo di pasta fresca la cui forma è affusolata, arrotolata e definita “a 1 dito”.  Il colore della pasta è giallino chiaro grigio scuro.

Nella tradizione popolare dei vari paesini dei Monti Dauni, è diffusa la ricetta “cicatille de grane arse”, si tratta di piccola pasta casereccia di semola di grano scottato dal sole, preparata poi con diversi condimenti.

Dolci della sposa

Chiamati anche “Sospiri“, i Dolci della sposa sono dolcetti caratteristici della princia di Foggia, più precisamente di Ascoli Satriano.

Si racconta che questi caratteristici e golosi dolcetti furono preparati per la prima volta per le nozze tra Lucrezia Borgia e il conte di Conversano. Quel giorno la sposa non arrivò mai all’altare e gli ospiti, che sospiravano per l’attesa, cercarono di ingannare il tempo mangiando un po di dolci. Da qui il nome “Sospiri” o “Dolci della sposa”.

Nell’antica ricetta originara del 1500 la preparazione dei sospiri prevedeva l’aggiunta di una goccia di rosolio, il liquore di rose, oggi sostituito con un po’ di limone per dare freschezza al dolce. Per preparare i sospiri occorrono 10 uova, 100 grammi di zucchero e 200 di farina. L’albume e il tuorlo devono essere montati separatamente e solo in seguito devono essere mescolati insieme.

Si mescolano poi tutti gli ingredienti e utilizzando il sac à poche si sistemano sulla teglia i sospiri ottenuti. Dopo la cottura, vengono farciti con crema pasticcera e ricoperti di glassa di zucchero. Una vera e propria prelibatezza!

sospiri ascoli satriano

Cacioricotta

Tra i prelibati formaggi dei Monti Dauni, oltre al gusto caciocavallo, spicca sicuramente il tradizionale cacioricotta. Si tratta di un formaggio ottenuto dalla lavorazione del latte di capra.

Il formaggio stagionato ha forma cilindrica e peso variabile da 300 a 600 g. L’aspetto esterno ha un colore giallo paglierino. La pasta, invece, è di colore bianco ed è molto friabile. Il sapore di questo formaggio è delicato e molto gradevole.

Gli allevatori sostengono che il latte di capra sia molto più sano di quello di mucca. Sin dai tempi antichi, infatti, il latte di capra era conosciuto come rimedio per molte sofferenze. Per la sua composizione, più ricca di sostanze benefiche rispetto al latte di mucca, si dice che il latte di capra possa prevenire anche molte malattie gravi.

Grano dei Morti

Nei paesi dei Monti Duani, il Grano dei Morti rappresenta da sempre la tradizione, un vero e proprio mito da portare in tavola in autunno.

In occasione del 2 novembre e della cosiddetta “Festa dei morti”, a Foggia e in provincia si prepara questo dolce gustoso e simbolico. La ricetta di questo dolce è antichissima e si tramanda di generazione in generazione, un vero foggiano, per definirsi tale,  deve conoscere a memoria la preparazione del grano cotto dei morti, un dolce da leccarsi i baffi che nasconde dietro al sapore di vincotto e cioccolato antichi miti e  simboli della cultura pagana e cristiana.

La ricetta per questo dolce è molto semplice, come tante altre ricette della tradizione culinaria foggiana hanno alla loro base ingredienti molto poveri legati al nostro territorio.

Per preparare il Grano dei Morti si cuoce il grano, lo si lascia raffreddare e si aggiungono gli altri ingredienti, che possono essere noci, scaglie di cioccolato e chicchi di melograno, infine si aggiunge il vincotto.

Grano Cotto Dei Morti

Pane dei Monti Dauni

Concludiamo questo nostro viaggio nella gastronomia dei Monti Dauni con il delizioso profumo del pane caldo. Alla base di molti piatti della tradizione, si pensi al pancotto, vi è il pane, alimento semplice ma ricco allo stesso tempo.

Sono tanti i centri della Capitanata capaci di produrre un pane di qualità eccelsa, in cui i panificatori portano avanti ricette antichissime garantendo prodotti genuini e artigianali, proprio come quelli di un tempo.

Tra i tanti paesini dei Monti Dauni noti per la loro produzione di ottimo pane, ci siamo fermati ad Ascoli Satriano. Qui il pane ha un colore bruno dorato con leggera infarinatura superficiale.

La caratteristica forma rotonda con doppio taglio o forma allungata, viene detta anche “Filone di Orazio”. Lo storico poeta celebrava questo ottimo prodotto locale nel primo libro della V Satira. Il pane di grano duro prodotto ad Ascoli Satriano, quindi, viene menzionato sin dai tempi dell’antica Roma.

Fonte: eccellenzemontidauni.it

Annarita Correra

Mi chiamo Annarita Correra, ho 27 anni e amo raccontare storie. Credo che la bellezza salverà il mondo e per questo la cerco e la inseguo nella mia terra, la più bella del mondo. L’amore per la letteratura mi ha portato a conseguire la laurea triennale in Lettere Moderne e quella magistrale in Filologia Moderna. Ho collaborato con riviste online culturali, raccontando con interviste e reportage le bellezze pugliesi. La mia avventura con Foggia Reporter é iniziata cinque anni fa. Da un anno curo la linea editoriale del giornale, cercando di raccontare la città e la sua provincia in modo inedito, dando voce e spazio alla cultura e alle nostre radici. Mi occupo di web editor e creo contenuti digitali, gestisco la pagina Instagram del giornale raccogliendo e raccontando le immagini più belle delle nostra terra.

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