Economia

Commercio in trasformazione: in Puglia meno negozi, ma sempre più grandi

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BARI – Meno punti vendita, ma spazi commerciali più ampi. È questa la fotografia del commercio al dettaglio in Puglia tra il 2011 e il 2025. Secondo i dati, nella regione si registra un calo del 2,2% della superficie destinata alla piccola e media vendita, un dato che colloca la Puglia tra le aree più colpite, subito dopo Basilicata e Valle d’Aosta.

Lo studio di Confesercenti evidenzia una crisi strutturale del commercio di vicinato: ogni giorno in Puglia chiudono in media 14 piccoli negozi. Il saldo è fortemente negativo, con una serranda che si alza ogni due che si abbassano. Il risultato complessivo è di –1.216 attività, che vale alla regione l’ottavo posto nella classifica nazionale delle perdite, guidata dalla Campania (–2.707 negozi), seguita da Lazio e Sicilia.

Il fenomeno, però, non riguarda solo la Puglia ma l’intero Paese. In Italia, tra il 2011 e il 2025, sono scomparsi oltre 103mila negozi, mentre la superficie commerciale complessiva è cresciuta del 7,4%. Aumenta infatti la dimensione media dei punti vendita, passata da circa 117 a 144,5 metri quadrati, con un incremento del 23,8%.

A trainare questo processo è la trasformazione del retail verso formati intermedi: crollano le botteghe e i micro-negozi fino a 50 metri quadri (–72mila unità) e diminuiscono anche quelli tra 51 e 150 metri quadri (–42.700 esercizi). In controtendenza crescono i negozi di medie dimensioni, tra 151 e 250 metri quadri, con oltre mille punti vendita in più, mentre tengono quelli tra 251 e 400 metri quadri, che registrano una flessione limitata. Una ristrutturazione profonda che ridisegna il volto del commercio e mette sempre più in difficoltà il negozio di prossimità.

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