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Giovani, merito e futuro: la BCC di San Giovanni Rotondo premia le eccellenze del territorio. Con Fabio Mancini una riflessione sulle nuove generazioni

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Una serata dedicata al talento, alla pianificazione del domani e al legame indissolubile con la propria terra. Sabato 18 luglio 2026, a partire dalle ore 20:00, la suggestiva cornice di piazza dei martiri a San Giovanni Rotondo ha ospitato la cerimonia di consegna delle borse di studio istituite dalla BCC di San Giovanni Rotondo per i figli dei soci più meritevoli. L’evento, intitolato significativamente “Il merito costruisce il futuro”, ha celebrato il valore dello studio come motore di crescita per l’intera comunità,

Ad aprire la serata è stato l’intervento accorato del presidente della BCC, Giuseppe Palladino, che ha tracciato una linea netta tra il dovere del credito cooperativo e la necessità di proteggere il tessuto sociale locale dal rischio dello spopolamento.

“La banca investe sul capitale umano e non possiamo che sostenere chi si impegna sempre di più”, ha esordito Palladino, complimentandosi in particolare con quegli studenti che, nel corso del loro intero ciclo formativo, sono riusciti a conquistare progressivamente tutte le borse di studio messe a disposizione dall’istituto.

Il presidente ha poi lanciato un monito forte alla politica e alle istituzioni, ponendo l’accento sul rischio di isolamento geografico ed economico: “Riconosciamo il merito per programmare e dare l’opportunità ai nostri giovani di restare. Oggi chi governa deve fare uno sforzo per assicurare tutto questo. Il nostro compito è accompagnare le famiglie, premiare i più bravi, sostenere chi vuole fare impresa o comprare casa. Ma per creare le condizioni di un ritorno o di una permanenza, abbiamo bisogno di una sinergia che va al di sopra delle nostre sole possibilità. San Giovanni Rotondo corre il rischio di diventare un’area interna e marginale, e questo non ce lo possiamo permettere. I giovani devono essere promotori e protagonisti di nuove strategie di sviluppo”.

A dare ulteriore spessore all’evento è stata la partecipazione, come ospite d’onore, di Fabio Mancini. Il supermodello internazionale, storico volto della Maison Giorgio Armani, ma anche filantropo e scrittore, ha portato la sua preziosa testimonianza, arricchendo la serata con una profonda riflessione sociologica e culturale sul ruolo dei giovani nella società odierna.

Con la sensibilità e la franchezza che contraddistinguono il suo percorso filantropico, Mancini ha parlato direttamente ai ragazzi, affrontando le “pecche” e le fragilità che a volte caratterizzano i rapporti sociali e l’approccio alla comunità delle nuove generazioni. Lontano da una critica sterile, il suo è stato un richiamo alla responsabilità: Mancini ha stimolato i ragazzi a ritrovare un contatto autentico con la politica intesa come bene comune, a non isolarsi dietro gli schermi e a curare i rapporti interpersonali. “La qualità della società futura dipende da come decidete di stare insieme oggi”, è stato il fulcro del suo messaggio, molto apprezzato dalla platea dei soci e dei premiati.

Un passaggio particolarmente toccante e applaudito del suo discorso è stato dedicato al rispetto e al modo di trattare le donne al giorno d’oggi. Mancini ha voluto lanciare un messaggio di autenticità e profonda stima verso l’universo femminile, soffermandosi sulla figura della donna semplice: quella che non ha bisogno di scollarsi o di ricorrere all’ostentazione per farsi notare, perché possiede già una dignità, una forza e un valore intrinseci che la rendono una donna a tutti gli effetti. Un richiamo forte alla bellezza dei valori genuini, contro la superficialità delle apparenze moderne. Per dare forza a questo concetto e scuotere le coscienze dei presenti, il filantropo ha fatto un esempio molto concreto legato alla quotidianità, sottolineando con amarezza come la società odierna sia purtroppo incline a giudicare le persone dall’apparenza e dal ceto sociale: si tende infatti a guardare e a trattare in maniera radicalmente diversa – spesso con maggiore considerazione e superficiale rispetto – chi veste con abiti firmati e di marca, rispetto a chi invece acquista i propri vestiti in modo più umile e genuino dalle bancarelle del mercato. Un monito potente contro il materialismo dilagante, volto a ricordare ai ragazzi che il valore di una persona risiede in ciò che ha dentro, e non nell’etichetta che indossa.

La serata si è conclusa con la consegna formale dei premi, un gesto che per la BCC di San Giovanni Rotondo rappresenta non una semplice donazione, ma un vero e proprio accordo di fiducia, sintetizzato dal claim dell’evento: “Il merito che vale!”. Tra l’analisi territoriale del presidente Paladino e lo stimolo motivazionale di Fabio Mancini, la certezza emersa è una sola: il futuro di San Giovanni Rotondo e della sua comunità passa inevitabilmente dalla capacità di trattenere, ascoltare e valorizzare le sue menti migliori. L’evento ha goduto del patrocinio della città di San Giovanni Rotondo e della collaborazione con GarganoVita (mutua del credito cooperativo) e Letteratura e Territorio.

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