Cultura e territorio

10mila bulbi di tulipani nelle scuole primarie pugliesi, Giuseppe Savino: “Ecco il Natale, portare gioia”

Foggia – Partita come una sfida, l’avventura dei Tulipani di Puglia da quando è stata avviata ha portato grandi sorrisi, colore e tanta speranza nel capoluogo dauno e in tanti altri luoghi d’Italia in cui i delicati e splendidi fiori coltivati da Giuseppe Savino e dallo staff di Cascina Savino con tanto amore e rispetto sono arrivati per rallegrare giornate non sempre felici.

Nell’ultimo anno le iniziative che hanno visto protagonisti i colorati tulipani di Cascina Savino sono state davvero tante e hanno visto la partecipazione di associazioni, ospedali e ora anche di scuole.

Dall’inizio di dicembre, infatti, ogni scuola primaria pugliese che abbia al proprio interno un pezzetto di terra coltivabile potrà prendersi cura dei bulbi di tulipani aderendo al progetto Coltiviamo il futuro…10.000 bulbi di tulipani in 100 scuole pugliesi, promosso dall’Associazione di Promozione sociale ‘Terra Promessa’ di Foggia e vincitore di “Orizzonti solidali”, il concorso promosso dalla Fondazione Megamark in collaborazione con i supermercati Dok, A&O, Famila e Iperfamila.

“Se penso al Natale penso alla gioia dei bambini, alla loro spensieratezza, al loro credere nell’impossibile che però loro non sanno che lo è, e quindi accade. Quando ho scritto il progetto di Tulipani di Puglia nelle scuole sognavo questo: far felici con poco ma molte persone – scrive Giuseppe Savino su Facebook -.

Ieri si è chiusa la call “Coltiviamo Futuro” del bando Orizzonti Solidali sostenuto dalla Fondazione Megamark che sta portando in 100 scuole di Puglia 10 mila bulbi di tulipani a 10 mila bambini, cento per scuola. Le adesioni delle scuole in realtà sono state molte di più. Sono un numero impressionante di vite che accoglieranno un tubero vivo e che faranno esperienza di fecondare la terra, di mettere sotto e non vedere sopra, di prendersi cura, di attendere, di immaginare e sognare il colore del fiore (che non abbiamo svelato)”.

Di idee Giuseppe Savino ne è pieno e non smette mai di stupire i foggiani con il suo amore viscerale nei confronti della terra e delle bellezze che l’agricoltura può offrire a chi sa ritagliarsi un momento per apprezzarle. L’agricoltura, in fondo, produce bellezza e Giuseppe non si stanca mai di sottolinearlo.

Negli ultimi mesi, con i tulipani di Puglia, i girasoli e poi con l’apertura dei campi di zucche e melograni, il fondatore dell’hub rurale Vazapp ha donato luce, colore e allegria nelle vite dei foggiani e dei tanti pugliesi che hanno raggiunto la sua campagna a pochi chilometri dal centro cittadino per vivere un’esperienza unica e ritrovare quel prezioso legame con la natura che spesso sottovalutiamo.

“E’ un vero miracolo, e mi commuove ogni foto che sta arrivando, perchè quella gioia provoca gioia nel mio cuore, nel cuore di chi ha collaborato a questo progetto e di chi collaborerà nei prossimi giorni. Ecco il Natale, provocare gioia, non una volta all’anno ma un anno alla volta, per sempre – commenta ancora Savino l’ultimo progetto che vede protagoniste le scuole pugliesi -.

Sono grato alla vita per tutto questo. Grazie alle tante persone che hanno permesso tutto questo, grazie Chiara per la parte grafica, grazie Roberto la parte video, grazie Valentina per avermi aiutato nelle spedizioni, grazie Carmine, grazie Rita e Luigi di Brt, grazie Gino per la composizione dei kit, grazie a chi ha raccontato e sta raccontando questa avventura i giornali online e offline. Un’avventura che continua”.

Savino aggiunge poi: “Ho viaggiato poco quest’anno per la terra, molto nella terra e ho imparato cose che non si imparano viaggiando ma lasciandosi attraversare. La terra insegna che non puoi produrre di più se poi questo equivale a stare soli di più, non puoi produrre di più se questo equivale a non rispettare di più. Non puoi essere felice dei quintali ad ettaro se poi quella produzione non è occasione anche di relazione e felicità ad ettaro.

Non può esserci il km 0 senza un km vero, cioè senza conoscere la storia di vita di chi ogni giorno entra in contatto con la terra per fecondarla, non per sfruttarla. Ho imparato che può esserci la cooperazione tra pari ma anche tra dispari, tra mondi diversi che nella differenza fanno somme di sapienza.

Non esiste solo il mercato, esiste anche il “marcato” delle nostre azioni, delle nostre responsabilità. Puoi coltivare solo per produrre o anche per accogliere, chi, dalla città ha bisogno della cura della campagna e della compagnia, e puoi farlo coltivando bellezza e allegria.

Puoi pensare un campo che più produce e più fattura, o puoi pensare un campo che più accoglie e meno è dura. Un’altra agricoltura è possibile, un’agricoltura che apre le porte, un’agricoltura che cura, che accoglie anche le avversità del maltempo perché a chi verrà a trovarti non importa se i pomodori, le melagrane, i tulipani saranno ammaccati, chi viene a trovarti vuole sapere se i pomodori sono stati amati”.

Non ci resta che attendere le nuove straordinarie iniziative di Cascina Savino che siamo certi torneranno a sorprendere e a rallegrare le giornate di tanti foggiani e non solo. La natura regala bellezza, non dimentichiamolo mai.

 

Annarita Correra

Mi chiamo Annarita Correra, ho 28 anni, sono una giornalista pubblicista, una copywriter, content creator e cantastorie. Credo che la bellezza salverà il mondo e per questo la cerco e la inseguo nella mia terra, la più bella del mondo. L’amore per la letteratura mi ha portato a conseguire la laurea triennale in Lettere Moderne e quella magistrale in Filologia Moderna. Ho collaborato con riviste online culturali, raccontando con interviste e reportage le bellezze pugliesi. La mia avventura con Foggia Reporter é iniziata cinque anni fa. Da due anni curo la linea editoriale del giornale, cercando di raccontare la città e la sua provincia in modo inedito, dando voce e spazio alla cultura e alle nostre radici. Scrivo e creo contenuti digitali, gestisco la pagina Instagram del giornale raccogliendo e raccontando le immagini più belle delle nostra terra.
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