Vieste, la città paleocristiana dalle grotte azzurre

Grotte azzurre, pesca e storia fanno di Vieste la città paleocristiana più ...

Foggia Reporter

Grotte azzurre, pesca e storia fanno di Vieste la città paleocristiana più bella di Puglia.

Vieste primeggia tra le località di Puglia per essere una località antichissima dalla forte attrattiva turistica. La sua bellezza sprigionata fra grotte e leggende rimanda ai primi rifugi neolitici. Hesta (Apeneste – “presso il fuoco” –) fu una cittadina etrusca, la stessa dove Diomede soggiornò una volta ripudiato dalla moglie, ma anche sede del tempio più importante di Vesta, omonima moglie di Noè seppellita sullo scoglio di Sant’Eufemia. Vieste, infatti, può confermarsi città archeologica e cristiana, data l’antica necropoli paleocristiana di La Salata, che accoglie ben trecento tombe del III secolo d.C. di fronte al mare nel bel mezzo del bosco con tanto di ruscelli.

Borgo antico in prospettiva sul porto di Vieste

Vieste è la città più orientale del Gargano e ciò spiega come la magnificenza del borgo medievale, oggi potpourri di botteghe e negozi artigianali in vicoli e stradine, spicchi con il dominio del castello svevo e del campanile barocco della Cattedrale dell’Assunta, contenente dipinti cinquecenteschi e sculture di scuola napoletana, spesso saccheggiata e distrutta dai Turchi in dimostrazione della Chianca Amara. Al di fuori delle antiche mura, primeggia di tutto punto la Chiesa di San Francesco rivolta chiaramente ad Oriente con il suo abside sfiorato dalle onde del mare.

Vieste è anche la città dei papi a partire da Celestino V, il cui trasferimento da Merino non solo comportò l’epoca aurea degli Aragonesi, ma introdusse il rito di venerazione dell’omonima madonna la cui tradizione e molto sentita tutt’oggi tra ori e  privilegi.

Reliquia della Madonna di Merino

Quanta storia intorno ad un nome e quanto mare intorno ad una cittadina!

Vieste vanta spiagge argentee ed acque limpide e cristalline che s’infrangono in ventisei grotte. Il museo Malacologico, infatti, testimonia la presenza di quindicimila tipi di conchiglie tutte derivate da Braico, Vignanotica, Baia San Felice (spiaggia dell’architiello), Cala Campi, Pizzomunno e Spiaggia dei Pipistrelli. Safari, relax, trekking e sport acquatici la fanno da padrona tra cittadini e bagnanti, anche se la pesca rimane una delle passioni intramontabili.

Grotta dei due occhi – Vignanotica

Basti pensare che nelle tombe di La Salata siano stati ritrovati antichi ami da pesca. Vieste è un’oasi naturalistica su terra quanto in mare e con la pedarola, si sa, in rete si raccolgono un sacco di pesciolini come orate, cefali e pesci da scoglio ideali per la ciambott, ricca e variegata zuppa di pesce garganica, che a tavola ben si affianca févè e chècozz e ai dolcissimi k’lustr, cartellate pugliese al miele e mandorle. Chi non le adora!

Zuppa di pesce – Photo credit: C’era una Volta

Fonti: Pacilio, G., “Tesori archeologici dalla tomba di una élite a Vieste del Gargano”, Grenzi Editore, 2008.

Giuliani, V., “Memorie storiche politiche, ecclesiastiche della città di Vieste”, Riedizione di Napoli, 1768.

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