Economia

Salatto su energie rinnovabili: come una palla al piede se non c’è sviluppo

Salatto - Presidente Confindustria Foggia: «Il più grande bacino produttivo è in Capitanata, ma senza ricadute su imprese e territorio avremo risultati modesti»

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FOGGIA – «La transizione energetica è anche la nostra partita del futuro», sottolinea il Presidente di Confindustria Foggia, Potito Salatto. «Il Presidente Orsini denuncia il “problema esistenziale” delle aziende in tutto il paese, per i costi di produzione ormai insostenibili che rischiano di mettere il Made in Italy fuori mercato. Qui in Capitanata – sottolinea Salatto – nel principale bacino produttivo in Puglia delle
rinnovabili, assistiamo ad un’immotivata stagnazione del settore in termini di nuove autorizzazioni, di rilancio della filiera con un significativo rilancio dell’indotto.
Confindustria Foggia, da sola, ci sta provando: recente l’Accordo Quadro con Edison finalizzato alla formazione di nuovi tecnici specializzati, in loco. Ma non basta». La Capitanata con il suo potenziale di energia eolica e fotovoltaico sviluppata rappresenta un bacino industriale forte del 50% dell’energia prodotta su tutto il territorio regionale.
Ma è proprio la Regione il focus del problema: «E’ l’approccio cauto sulle “aree idonee”, previsto nel disegno di legge 31 -sottolinea Salatto – che rischia di rallentare lo sviluppo di un settore che proprio ora avrebbe bisogno di maggior vigore a causa della crisi geopolitica ed energetica in atto con il blocco che perdura da 2 mesi dello Stretto di Hormuz. In qualità di componente del Consiglio d’Amministrazione del
Consorzio Industriale ASI devo purtroppo rilevare quanto gli sforzi prodotti dal Presidente e dall’intero CdA spesso s’infrangano sullo scoglio dei divieti e delle autorizzazioni procrastinate in un tempo indefinito. Sottolineo inoltre – aggiunge il Presidente di Confindustria Foggia – quanto rilevato su organi di stampa, proprio di recente, a proposito della richiesta, ancora senza risposta, di nuove “700
autorizzazioni per 32 Gigawatt da installare in Puglia”. Elementi che ci fanno ritenere come non ci sia ancora piena consapevolezza, da parte degli organi competenti, su un allarme economico e sociale perchè senza energia l’industria continuerà a subire pesanti contraccolpi».

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