Crediti Foto: Alex De Muzio

Sulle tracce dell’architettura rurale: la Masseria Fortificata del Tavoliere

Alla scoperta dell'architettura rurale tipica della provincia di Foggia

Foggia Reporter

La Capitanata è puntellata da tantissime antiche e caratteristiche masserie, molte di queste abbandonante e in stato di degrado, che impreziosiscono il nostro territorio. Oggi vogliamo parlarvi della Masseria Fortificata del Tavoliere, una spledida costruzione che si erge poco a nord di Foggia.

La masseria è una fattoria fortificata molto diffusa in Puglia e Sicilia. La masseria è l’espressione di un’organizzazione geo-economica legata al latifondo, la grande proprietà terriera che alimentava le rendite delle classi aristocratiche e delle borghesia.

Si tratta quindi di grandi aziende agricole caratteristiche del nostro territorio, vere e proprie cattedrali nel deserto del Tavoliere, punti di riferimento per i piccoli casolari e per le costruzioni dei contadini che si trovavano nelle vicinanze.

Queste antiche costruzioni fortificate e munite persino di cinte murarie e torri difensive, sono nate in seguito alla colonizzazione baronale di vaste aree abbandonate, tra il XVI secolo e il XVIII secolo.

I ragazzi foggiani di Masserie di Puglia fanno rivivere questi antichi tesori contadini, il loro progetto vuole promuovere il recupero e il restauro di vecchi edifici rurali ormai abbandonati e destinati al degrado e all’usura, incentivando italiani e stranieri ad investire in questi pezzi di storia contadina made in Puglia.

Ecco la relazione di uno dei professionisti del team di Masserie di Puglia, l’architetto Alex De Muzio, sulla meravigliosa Masseria Fortificata a pochi chilometri da Foggia.

Testimone di un’ormai passata vita rurale, questo piccolo “castelletto” riassume i crismi dell’architettura rurale tipica della provincia di Foggia. Il complesso è formato da più costruzioni, oltre all’abitazione padronale vi sono i volumi che ospitavano la mangiatoia, il fienile, il forno ma anche depositi ed abitazioni di lavoratori saltuari.

Il nucleo centrale rimane la masseria fortificata, che con le sue torrette (garitte con feritoie) è posta a protezione dell’intera azienda agricola da eventuali incursioni di briganti e malintenzionati.

Il piano terra è composto da un grande ambiente avente la funzione di deposito per attrezzi e stalla per gli animali, uno spazio polivalente che fa da basamento al piano nobile.

L’appartamento situato al primo piano veniva abitato soprattutto nei mesi estivi durante i quali il “padrone”, generalmente ricco latifondista, soggiornava in concomitanza con le settimane di trebbiatura e di lavorazione del grano ma anche di altre colture diffuse in zona.

Molto suggestiva è la parete affrescata che ritrae una scalinata neoclassica, quasi un paradosso visto che per arrivare a questo affresco bisogna scalare il “dorso” di quel che rimane della scalinata di accesso al primo piano.

Il continuo saccheggio, fenomeno molto diffuso nelle campagne pugliesi isolate e difficili da sorvegliare, è il maggior responsabile dello svuotamento di questi immobili di valore storico. In particolar modo vengono sottratti gli elementi in pietra, le finiture in maioliche napoletane ed anche il ferro battuto.

Saliamo con premura, ad accoglierci c’è un luminosissimo e ampio salone d’ingresso, graziosamente affrescato con motivi geometrici e floreali. La prima sensazione che si ha una volta entrati in questo ambiente è di un silenzio assordante.

Al salone è annessa la cucina, o perlomeno quello che ne rimane a testimonianza, le scaffalature. Tramite questa si accede all’interno della garitta circolare nella quale è stato ricavato un bagno.

I restanti ambienti del piano nobile, tutti finemente decorati sono le camere da letto, rimaste chiaramente spoglie del loro arredo. Uscendo troviamo il vecchio fienile nella sua imponenza ricorda una cattedrale, con un enorme colonna centrale dalla quale partono le 4 campate voltate con mattoncini. Interrato rispetto al piano di campagna presenta due finestre (ora murate) dalle quali veniva gettato il fieno, che quindi andava a riempire gli spazi.

Al suo fianco troviamo la vecchia mangiatoia, una costruzione simmetrica, molto semplice ma allo stesso tempo ricca di fascino. Qui si riescono a scorgere le vecchie travi in legno che facevano da testata alla conca in cui veniva disposto il mangime per gli animali. Nelle stanze ad essa connesse si trova il vecchio forno utilizzato sia per la lavorazione del pane che presumibilmente per i formaggi.

Purtroppo o per fortuna le restanti costruzioni sono state murate negli accessi, con lo scopo di prevenire ulteriori danneggiamenti o occupazioni abusive di lavoratori stagionali.

Fonte: ascosilasciti.com