Gargano, al via il rinnovo della Carta Europea del Turismo Sostenibile: destagionalizzazione, borghi e comunità al centro del confronto
Il primo incontro a Monte Sant’Angelo ha riunito istituzioni, operatori e realtà del territorio per avviare il nuovo percorso 2027–2031.

MONTE SANT’ANGELO – Costruire un’offerta turistica capace di valorizzare il Gargano durante tutto l’anno, diversificando l’offerta attuale e mettendo al centro le comunità locali. È questa la direzione emersa dal primo incontro per il rinnovo della Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS) 2027–2031, svoltosi ieri presso la sede dell’Ente parco nazionale del Gargano a Monte Sant’Angelo e che ha registrato la partecipazione di oltre cinquanta soggetti tra amministratori, operatori turistici, agenzie di sviluppo e associazioni che operano nel territorio.
Ad aprire l’incontro è stato Pierpaolo d’Arienzo – il sindaco di Monte Sant’Angelo – che ha ricordato la vocazione del territorio del Gargano per lo sviluppo sostenibile e assicurato il suo sostegno per l’iniziativa attivata.
La parola è poi passata a Raffaele di Mauro – Commissario straordinario dell’Ente parco nazionale del Gargano – che ha sottolineato l’importanza del rinnovato rapporto con Federparchi, (l’associazione nazionale che riunisce tutti i parchi e le aree protette italiane) e di come la CETS possa rappresentare, ad oggi, strumento unitario di programmazione turistica nel Gargano.
Il Presidente della comunità del Parco – Rocco di Brina – ha sottolineato come un territorio più è attrattivo per il turista tanto più lo deve essere per i residenti, incrementando il valore che la presenza dei turisti lascia sul territorio. È importante, ha ribadito il presidente, che la sostenibilità deve riguardare anche gli aspetti sociali e economici e che la comunità dei sindaci è pronta a sostenere il percorso della CETS per le aree protette gestite dall’Ente parco: il Parco nazionale del Gargano e l’AMP “Isole Tremiti”.
Il presidente di Federparchi – Luca Santini – ha ricordato come la Carta Europea del Turismo Sostenibile certifichi il “processo” che viene realizzato e come la partecipazione del Parco del Gargano sia motivo di plauso per la rete dei parchi italiani. Inoltre, ha sottolineato l’importanza dell’enogastronomia come elemento di qualità del territorio e come un percorso partecipato vada ad integrare e valorizzare le aree “fragili” del territorio.
Roberto Mazzà – Esperto di SL&A – ha poi fornito spunti di riflessione al dibattito a partire da una lettura incrociata dei dati e delle tendenze del turismo in Puglia e nel Gargano, evidenziando come per quest’ultimo, negli ultimi anni, si faccia fatica a stare al passo delle altre destinazioni regionali.
Michele Guidato – Coordinatore della CETS per l’Ente parco – ha chiuso gli interventi “istituzionali” illustrando il senso e il percorso per l’elaborazione della candidatura per il “Rinnovo” della CETS – Parte I a valere sulle due aree protette gestite: il Parco nazionale del Gargano e l’AMP “Isole Tremiti”. Nel contempo, ha messo in evidenza, tra i risultati ottenuti per il 2022-2026, l’attivazione della certificazione CETS rivolta agli operatori del turismo (Parte II) – naturale evoluzione nel processo di qualificazione e integrazione tra ente gestore dell’area protetta e operatori del territorio – che ha potuto registrare l’adesione di oltre trenta soggetti. Infine, è stato presentato il calendario dei prossimi incontri da tenersi nei vari comuni del Parco.
Il confronto ha poi raccolto contributi di istituzioni, operatori turistici, associazioni, rappresentanti del mondo del lavoro, della scuola e delle realtà produttive locali.
Al centro degli interventi, la destagionalizzazione e la necessità di definire un “prodotto Gargano” riconoscibile, capace di integrare mare, borghi, aree interne, sentieri, patrimonio culturale ed enogastronomia e in grado di puntare al mercato anche attraverso il supporto di nuovi strumenti a partire da una DMO Gargano. È, infatti, emersa la richiesta di un approccio tecnico e operativo che accompagni la promozione con servizi, ricettività, trasporti e infrastrutture adeguati, creando motivazioni di viaggio anche al di fuori dei mesi estivi.
Ampio spazio è stato dedicato al coinvolgimento di chi vive e lavora nel territorio. Agricoltori, allevatori e imprese devono essere parte attiva del percorso, attraverso ascolto, formazione e strumenti che consentano di affrontare le difficoltà e cogliere nuove opportunità. La sostenibilità è stata richiamata nella sua dimensione ambientale, economica e sociale, con attenzione alla qualità del lavoro e alla permanenza delle comunità nel territorio.
Altri elementi da non trascurare sono: la sentieristica adeguata, tutela degli antichi tracciati, accessibilità e disponibilità di informazioni tutte fondamentali per sviluppare un turismo lento ed esperienziale. Tra le altre priorità emerse, il miglioramento dei collegamenti, la riduzione delle emissioni legate agli spostamenti, la prevenzione di incendi e abbandono dei rifiuti e la promozione di comportamenti responsabili da parte dei visitatori.
Il confronto ha restituito l’esigenza di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, operatori e cittadini, traducendo gli obiettivi della Carta in una progettazione condivisa. Una prospettiva nella quale la tutela del patrimonio naturale e culturale si accompagna a opportunità concrete per l’intero Gargano e per le persone che lo abitano, come ha ricordato, nelle conclusioni, il Commissario Raffaele di Mauro.

