Cultura e territorio

La bellezza della Capitanata in foto, dai paesaggi naturali alle tradizioni: Paolo Partipilo si racconta

Ci sono foto che valgono più di mille parole, racconti che si sviluppano in immagini e che lasciano trasparire tradizioni, sogni, ricordi, sensazioni e sentimenti. Tra i colori della Capitanata, l’oro delle distese di grano, l’azzurro del mare del Gargano e il verde del Tavoliere, il rosa dei tramonti, il bianco delle case e il rosso dei papaveri, come in un libro di favole Paolo Partipilo racconta la sua terra.

Il giovane fotografo 34enne di Orta Nova (in provincia di Foggia) ama valorizzare la Capitanata lasciandosi trasportare dalla bellezza che lo circonda. Dai campi dorati alle spiagge bianche, dalle tradizioni più antiche dei più piccolo borghi dei Monti Dauni alle scene di vita quotidiano. La bellezza, in fondo, risiede sempre negli occhi di guarda e Paolo sa bene dove guardare.

Orta Nova – Credits Paolo Partipilo

L’autenticità dei paesini con le loro stradine, le lenzuola stese al sole ad asciugare e le processioni dei giorni di festa, i ritratti dei paesaggi naturali che in tutta la loro semplicità regalano spettacolari panorami e poetiche sfumature cromatiche, sono alla base di un’idea di fotografia che mira a valorizzare il territorio in tutta la sua essenza. Con la sua macchina fotografia, Paolo riesce sempre a sorprendere con scatti che sembrano venir fuori da vere e proprie tele, i suoi pennelli sono l’amore e il rispetto per una provincia troppe volte sotterrata dai pregiudizi e dalla cronaca.

Processione della Desolata, Canosa di Puglia – Credits Paolo Partipilo

“Siamo circondati dalla bellezza ma non lo sappiamo”, questa la frase che chiacchierando con Paolo abbiamo ripetuto più volte ritrovandoci ad affrontare uno dei temi che più ci sta a cuore: la valorizzazione di una terra tanto amara quanto bella. Basterebbe così poco per scoprire i nostri tesori e mostrarli orgogliosi all’intero Paese.

Campagne nei pressi di Ordona – Credits Paolo Partipilo

Ecco cosa ci ha raccontato Paolo sulla sua passione per la fotografia e sul suo costante impegno nel mostrare il volto migliore della provincia di Foggia e non solo. (Se volete scoprire i suoi scatti seguite il suo profilo Instagram e quello Facebook).

Quando ti sei avvicinato alla fotografia?

Mi sono avvicinato per caso, circa 4 anni fa, come molti, scattando foto con il telefono. Una grossa spinta in questa direzione me la diede una foto di Trani che finì su “la Repubblica”, i primi consensi mi spinsero a riprovare quel “gioco” finché poi senza accorgermene non potevo più farne a meno e ho capito di voler fare lo step successivo, così comprai la Reflex e da allora è stato amore a prima vista.

Baia delle Zagare – Credits Paolo Partipilo

Cosa ti spinge a scattare foto della tua terra?

Nonostante i suoi difetti io amo profondamente la mia terra e credo che ogni suo figlio abbia il “dovere” di onorarla e farne conoscere le sue bellezze. La fotografia mi ha permesso di girarla e conoscere posti che non avevo mai visitato, anche se erano a pochi km da me. Ogni volta che sono a contatto lei mi da tanto e parlare della sua bellezza facendola conoscere a molte persone attraverso i social e la mia fotografia per me é un modo per sdebitarmi di questo grande dono.

Se dovessi descrivere le tue foto con tre aggettivi quali sceglieresti?

Semplici, armoniose, minimalistiche, sono caratteristiche che provo sempre a ricercare. Mi piace restituire sensazioni pacifiche, di serenità, di calma stando sempre attento al lato estetico.

Vieste – Credits Paolo Partipilo

Perché secondo te é importante fotografare la bellezza che ci circonda?

Perché secondo me siamo circondati dalla bellezza anche nei posti più impensabili, tutto dipende dall’atteggiamento con il quale ci poniamo di fronte ad un paesaggio, alla natura e perché no, anche alle persone. Con la mia fotografia che molto spesso ha come soggetti posti molto poco conosciuti cerco proprio di invitare l’osservatore a cambiare il modo di vedere le cose, a partire da ciò che lo circonda. Molto spesso, soprattutto dalle parti nostre, siamo sempre pronti a parlar male della nostra terra, a criticarla e a guardare solo il lato negativo. Ecco, nel mio piccolo cerco di invogliare a cambiare questo modo di vedere le cose.

Castelpagano – Credits Paolo Partipilo

Qual é il soggetto che ami ritrarre maggiormente nei tuoi scatti?

Amo ritratte principalmente la natura, per la sua bellezza, per i suoi colori e le emozioni uniche che sa restituire e anche perché molto spesso uso soggetti naturalistici per esprimere alcuni pensieri, sentimenti, stati d’animo, talvolta anche autobiografici.

Rocchetta Sant’Antonio – Credits Paolo Partipilo

Tradizioni, tramonti e luoghi simbolo della Capitanata. Qual è la foto che ti ha emozionato di più quando l’hai scattata?

Ogni volta è un’emozione diversa. Una foto che ricordo con molto affetto e che ogni tanto vado a rivedere l’ho fatta mentre passeggiavo nei vicoli di Bovino, c’era un bambino davanti alla porta di casa che guardava in alto, assorto nei suoi pensieri. Mi piace pensare che quel bimbo, in una strada molto piccola, in un paese molto piccolo, stesse sognando in grande.

Bovino – Credits Paolo Partipilo

Sogni nel cassetto: qual é la foto che sogni di realizzare e perché?

Il sogno nel cassetto è una mostra che riguarda il nostro territorio, ma il tema non te lo posso svelare. Ce l’ho in mente da tanto tempo, purtroppo la pandemia mi ha frenato, ma appena possibile spero di realizzarlo.

Peschici – Credits Paolo Partipilo

Impossibile parlare con te e non chiederti nulla su una delle tue ultime foto che ha fatto il giro di pagine social, telegiornali, stampa locale e nazionale. Mi riferisco alla foto del bambino con la maglia azzurra davanti al mosaico di Paolo Rossi. Come ti è venuta l’idea per questo scatto?

Ho visto per la prima volta il mosaico in foto, in un articolo (forse proprio Foggiareporter) e come spesso accade per molte mie foto ho immaginato davanti agli occhi questa scena e mi sono dato subito da fare per realizzarla. Per me rappresenta i sogni di un bambino semplice, cresciuto come tanti per strada, che alzando gli occhi al cielo vede un campione, un icona e sogna in grande. Ho voluto lasciare le macchine e ho sgonfiato apposta il pallone per enfatizzare il concetto di un bimbo umile, che si arrangia con poco ma sogna comunque in grande. Piccolo sogno correlato a questa foto? Che arrivi agli occhi della nazionale, magari attraverso le condivisioni, chissà.

Foggia murale Paolo Rossi – Credits Paolo Partipilo

Annarita Correra

Mi chiamo Annarita Correra, ho 28 anni, sono una giornalista pubblicista, una copywriter, content creator e cantastorie. Credo che la bellezza salverà il mondo e per questo la cerco e la inseguo nella mia terra, la più bella del mondo. L’amore per la letteratura mi ha portato a conseguire la laurea triennale in Lettere Moderne e quella magistrale in Filologia Moderna. Ho collaborato con riviste online culturali, raccontando con interviste e reportage le bellezze pugliesi. La mia avventura con Foggia Reporter é iniziata cinque anni fa. Da due anni curo la linea editoriale del giornale, cercando di raccontare la città e la sua provincia in modo inedito, dando voce e spazio alla cultura e alle nostre radici. Scrivo e creo contenuti digitali, gestisco la pagina Instagram del giornale raccogliendo e raccontando le immagini più belle delle nostra terra.
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