Cultura e territorio

Foggia, una passeggiata alla scoperta delle statue più famose della città

Foggia – Ad oggi, in un periodo di incertezze e paure, una delle poche cosa che può farci stare meglio, complice il bel tempo degli ultimi giorni, è una passeggiata nelle aree verdi della nostra città, in particolare nel centro.

Abbiamo la fortuna di avere la possibilità di poter ammirare, oltre ai bellissimi palazzi dai colori chiari che al sole risultano ancora più belli, tante opere artistiche diverse e pregne di storia solamente partendo da Piazza Umberto Giordano.

Questa piazza è una delle più frequentate e conosciute del centro di Foggia e, oltre alle bellissime e colorate aiuole, possiamo ammirare una serie di statue costruite dallo scultore Romano Vio.

Inizialmente questa piazza venne progettata e realizzata nel 1871 ed era dedicata a Vincenzo Lanza: infatti era presente al centro della piazza una statua dedicata a quest’ultimo. Successivamente, nel 1928, la statua di Lanza fu spostata all’interno della Villa Comunale e fu rimpiazzata dal Monumento ai Caduti. Ma fu dopo la morte di Giordano nel 1948 che che venne indetto un bando di concorso al quale parteciparono scultori e architetti da tutta Italia.

Il migliore, secondo la giuria di esperti del concorso, fu Romano Vio da Venezia, già conosciuto in Italia per aver vinto la Medaglia d’oro alla Mostra per artisti di Genova, il premio di scultura “Fadiga” a Venezia, il primo premio alla mostra “Tempio” di Padova e riuscendo ad arrivare tra i finalisti al concorso per la realizzazione delle porte per la Basilica di San Pietro.

Così nel 1962, in quella che tuttora è conosciuta come Piazza Umberto Giordano, fu installata la statua in onore del grande compositore costruita dall’artista veneziano.

Il Monumento ai Caduti, invece, fu spostato al centro di Piazza Italia. Il Monumento ai Caduti, invece, fu spostato al centro di Piazza Italia. La serie di statue ora presente rappresentano le sue più celebri opere come Fedora, Il Re, La Cena delle Beffe

Da Piazza Giordano in lontananza vediamo il grande pronao della nostra Villa Comunale, progettato dagli ingegneri Luigi Oberty Camillo De Tommaso, che possiamo raggiungere proseguendo sempre dritti.

Una volta arrivati qui potremmo notare vari busti installati ai lati dei giardini del Parco Urbano Karol Wojtyla (un tributo a Papa Giovanni Paolo II data la sua visita nel 1987 e in seguito alla sua beatificazione nel 2005) come quello in onore dello storico sindaco di Foggia, Emilio Perrone. Riuscì ad essere sindaco per due mandati: dal 1900 al 1905 e di nuovo dal 1912 fino al 1915.

Molto importante per la nostra città sono i suoi contributi per la città, infatti fu consigliere provinciale di Foggia nel 1902, membro del Consiglio di amministrazione dei Monti uniti di Foggia dal 1881 al 1895, rappresentante della Società “La Fondiaria” (Compagnia italiana di assicurazioni contro l’incendio), presidente della Giunta di vigilanza dell’Istituto tecnico “Pietro Giannone” di Foggia, fondatore e presidente della Giunta di vigilanza dell’Istituto industriale “Saverio Altamura” di Foggia, presidente della Camera di commercio di Foggia dal gennaio dal 1909 al 1916.

Inoltre ottenne vari riconoscimenti: venne nominato Cavaliere dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, Ufficiale dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro nel 1906, Commendatore dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro nel 1916 e senatore il nel 1913. 

Un altro busto che dà subito all’occhio è quello dedicato al Sergente Maggiore del 47° Reggimento Fanteria, Antonio Mendolicchio al quale gli è stata conferita la medaglia d’oro al valore militare. Quest’opera fu fatta erigere dalla Civica Amministrazione e fu realizzato dallo scultore di San Severo Salvatore Postiglione nel 1970.

Più avanti poi troviamo un’altra opera di commemorazione, questa volta ai Fratelli Biondi “che”, come apprendiamo dall’epigrafe scolpita sul marmo, “non ancora ventenni combatterono e caddero da valorosi per la libertà d’Italia” nella Lotta di Liberazione presso Colle San Marco, Ascoli Piceno, nel 1943. 

Infine, verso la metà del percorso nei giardini pubblici, notiamo la grande statua di Vincenzo Lanza. Nato a Foggia nel 1784, fu eletto deputato al parlamento del Regno delle due Sicilie nel 1848 e nominato vice presidente della camera dei deputati. Nello stesso anno si confessò politico liberale e sostenitore della costituzione concessa dal re.

In seguito alle insurrezioni anti borboniche del ’48, Ferdinando II di Borbone decise di perseguitare i membri liberali, dando la caccia a tutti i rivoluzionari. Lanza allora fu costretto a scappare per evitare la sua cattura. L’anno successivo si fermò a Genova e qui continuò ad esercitare la sua professione di medico.

Nel mentre, si svolse a Napoli il processo contro i liberali e per Vincenzo Lanza venne sentenziata la condanna a morte. Quest’ultima venne revocata nel 1856 da Ferdinando II che gli concesse la grazia e il permesso di rientrare nel Regno delle due Sicilie. Morì poi a Napoli nel 1860 a causa di apoplessia. 

Uscendo dalla Villa, in poco più di 5 minuti, raggiungiamo la bellissima e spaziosa Piazza Italia. Subito possiamo notare all’esatto centro di quello che prima era chiamato Parco della Rimembranza la maestosa fontana al cui interno notiamo il succitato il Monumento ai Caduti, costruito dallo scultore Amleto Cataldi.

Nel progetto originario, il monumento subì una censura: il vescovo vicario di Foggia, Fortunato Maria Farina, lo disapprovava per la presenza di corpi nudi. Il gruppo scultoreo del monumento ai Caduti di Foggia è costituito da tre figure: una femminile, che rappresenta la Patria, e due maschili che simboleggiano rispettivamente il soldato e il lavoratore.

Le tre figure sono collegate tra loro tramite le lunghe braccia che sorreggono un cuore sul quale notiamo che è poggiata una piccola e simbolica Nike alata e trionfante; nelle mani della piccola statua c’è una corona d’alloro. La lamentela del vescovo vicario alla fine venne accolta solo parzialmente: l’unica figura del monumento ad essere coperta con una leggera veste è quella femminile.

Si conclude qui la nostra passeggiata tra il verde e la storia della nostra amata città, sperando di avervi fatto scoprire cose nuove riguardo le bellezze che circondano il centro della nostra città.

Fonti: Manganofoggia.it, pietredellamemoria.it, Wikipedia

Vincenzo Maddalena

20 anni. Studente di lettere moderne all’Università degli Studi di Foggia. Appassionato di libri, musica, serie tv e film. Come obiettivo principale mi pongo sempre quello di far conoscere realtà, idee diverse e interessanti di cui non si parla molto o se ne parla in maniera disinformata. Speranzoso soprattutto di continuare questo percorso giornalistico con buoni risultati.

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