Cultura e territorio

Un mondo in miniatura tra cartoni e colori: Foggia ha un giovane mago del modellismo, è Giuseppe Lacivita

Foggia – Raccontare storie di foggiani creativi e talenti emergenti è sempre stato un piacere e una scoperta. Abbiamo raccontato la passione di una giovane stilista, l’amore per la musica di un cantautore e di un’artista di strada, il mondo colorato di una consulente di immagine e tante altre meravigliose storie made in Foggia.

Questa volta il protagonista è un giovanissimo, un ragazzo di 17 anni con una grande passione e un vero e proprio talento. Il suo nome è Giuseppe Lacivita e con il suo blog ci ha davvero sorpresi.

Giuseppe è un giovane artista foggiano, la sua più grande passione è quella del modellismo, una passione sicuramente particolare considerata la sua età.

Inchiostro&Cartone, così si chiama il blog di Giuseppe, è un sito che ha lo scopo di condividere un particolare tipo di arte che il ragazzo foggiano definisce “anticonvenzionale”.

“Si può definire un modellismo amatoriale, poichè consiste nel costruire modelli ispirati alle grandi strutture del mondo, utilizzando vari tipi di cartone: da quello impiegato nell’imballaggio di oggetti, a quello che contiene capi d’abbigliamento, fino ad arrivare al comune cartoncino – spiega il ragazzo foggiano -.

Un’arte povera, low cost e di nicchia, che però riesce ad impreziosire materiali che spesso vengono scartati, sfruttando al massimo le loro potenzialità. Partendo da semplici confezioni, si può arrivare ad articolati modelli. Un processo di trasformazione che ha come fine il compiacimento dell’artista e di chiunque osservi l’opera.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Giuseppe per conocere meglio il suo mondo in miniatura fatto di costruzioni in cartone, arte e studio.

Come è nata la tua passione per il modellissimo?

La mia passione nasce molto spontaneamente, senza un particolare evento determinante. Avevo meno di 10 anni quando incominciai a costruire le prime strutture, ovvero stadi di calcio con i cartoni delle merendine. Tra i 12 e i 13 anni mi avvicinai ad edifici futuristici come grattacieli e, poco dopo, ai grandi simboli del passato.

Quali sono i materiali che utilizzi per le tue creazioni?

I materiali che utilizzo sono diversi tipi di cartone: da quello delle confezioni di vestiti e scarpe, fino a quello per imballaggi. I modelli più recenti hanno richiesto l’impiego di materiali più selezionati, cartoni particolarmente versatili e che siano in grado di dare un migliore effetto finale. Le basi sono invece lastre di legno (mdf, ovvero pannelli di fibra a media densità) prefabbricati, che variano in spessore in base alle dimensioni del modello che dovranno sorreggere.

Come mai ti sei avvicinato al modellissimo? Chi ti ha ispirato?

Non c’è stato un vero e proprio evento ispiratore, tantomeno una figura specifica; in famiglia non ci sono architetti o artisti. Posso sicuramente dire però che la mia passione per l’arte ed una particolare sensibilità abbiano aiutato a raggiungere questi risultati.

Qual è stato la prima opera che hai realizzato e qual è l’ultima?

Trovare la prima opera realizzata è alquanto difficile. In effetti credo di averne costruite più di un centinaio. La prima che merita però una menzione è sicuramente la Basilica di San Paolo fuori le mura di Roma (marzo-aprile 2018). Con quel modello, infatti, iniziai ad utilizzare il legno come base anziché lastre di cartone. La basilica in questione rappresenta un “punto di partenza”, un’innovazione nel mio modo di costruire. Per quanto riguarda l’ultima opera “inaugurata”, questa è la Cattedrale di Santa Maria del Fiore di Firenze. Sono orgoglioso del lavoro compiuto e credo di averne parlato abbastanza nel mio blog; è un modello che rappresenta un forte legame emotivo che ho con questa splendida città, presente nella mia vita sin dall’infanzia.

Volevo omaggiare la culla del Rinascimento, Brunelleschi ma anche il rapporto personale che esiste. L’opera è stata inaugurata i primi di settembre di quest’anno dopo due mesi di lavori. La cupola è stata una bella sfida, non del tutto nuova, ma che sicuramente mi ha fatto sudare, e non poco. Fino a qualche mese fa ero “spaventato” da questa cattedrale: la vedevo come inarrivabile, troppo complessa.

Ma superarmi e migliorare di volta in volta è sempre stata una caratteristica nel mio modellismo, e sono felicissimo di aver abbattuto anche questo muro, pronto ad affrontare nuove sfide. E le sfide, in effetti, non hanno tardato ad arrivare: dall’inizio di ottobre sto lavorando ad una chiesa simbolica, emblematica, che meritava tutte le mie attenzioni.

Dopo quasi tre mesi, con la schiena un po’ dolorante, posso dire che è quasi finita. La cattedrale in questione? Verrà svelata tra un paio di settimane, in occasione del Natale, anche se ho dato diversi indizi sulle storie instagram e oramai c’è anche un annuncio sul blog che è un palese riferimento. Avrò modo di parlare più approfonditamente del nuovo modello una volta inaugurato.

Qual è il modellino al quale sei più legato? Perchè?

Questa è una bella domanda, ma alla quale è difficile rispondere. I modelli sono un po’ come figli per me, e decidere il preferito non è eticamente corretto. Se però volessimo considerarli per un attimo semplici modelli, direi la Cattedrale di Saint Paul di Londra (gennaio-marzo 2020). È stato il primo modello di questo orribile anno, per me l’ultimo strascico di normalità. La chiesa bianca, come la neve e il freddo dell’inverno, ma anche come la purezza e la serenità che ci siamo lasciati alle spalle (il modello successivo sarà molto più “lugubre”).

Tendo a dare un’interpretazione filosofica a tutti i modelli, e questo in particolare mi trasmette emozioni forti, più degli altri. È importante anche perché rappresenta il superamento della mia paura più grande (in ambito modellistico): le cupole. Inoltre mi porta indietro all’estate 2019 quando, per la prima volta, visitai Londra e ne rimasi affascinato. Insieme agli altri modelli del “ciclo londinese” rappresenta un omaggio alla città e al viaggio da me compiuto.

Hai aperto un sito web in cui presenti e spieghi la creazione di tutti i tuoi modellini, è un po’ il tuo diario in cui racconti passaggio per passaggio ciò che produci.

Il sito è un racconto che cerca di coinvolgere chiunque abbia un simile interesse. Non avendo molti mezzi a disposizione risulta abbastanza limitato. In futuro magari sarà migliorato, con l’aggiunta di immagini che riescano a dare più onore ai modelli. L’idea è nata un paio di mesi fa, quando decisi di dare maggiore visibilità a questa arte che io ho definito anticonvenzionale, ma potrebbe essere chiamata in tanti altri modi.

A mio parere il modo migliore per apprezzarla è dal vivo. È per questo che in tempi non sospetti cerco sempre di organizzare mostre. Queste permettono di conoscere dettagli, proporzioni e colori che vengono inevitabilmente distorte tramite una foto.

Frequenti il Liceo Volta di Foggia, quanto ti ha aiutato la formazione scolastica nel tuo percorso artistico?

Il liceo scientifico “A. Volta” ha sicuramente un ruolo fondamentale nel mio percorso. È il dietro le quinte di tutto; una scuola che ti permette di scegliere, di spaziare da un campo all’altro e quindi di formare una solida cultura generale. Non posso dire come e quanto sarebbe cambiata la mia produzione artistica se avessi scelto un’altra scuola, ma sicuramente ho notato un miglioramento nei modelli proprio negli ultimi anni.

Il liceo mi ha presentato un nuovo modo di vedere, una diversa interpretazione e concezione dei miei modelli. Ha senz’altro fatto sbocciare un’innata sensibilità. Sono molto grato alla scuola, che tuttora riesce a collegare con un unico filo le varie discipline e ad assecondare anche quelle umanistiche.

Annarita Correra

Mi chiamo Annarita Correra, ho 28 anni, sono una giornalista pubblicista, una copywriter, content creator e cantastorie. Credo che la bellezza salverà il mondo e per questo la cerco e la inseguo nella mia terra, la più bella del mondo. L’amore per la letteratura mi ha portato a conseguire la laurea triennale in Lettere Moderne e quella magistrale in Filologia Moderna. Ho collaborato con riviste online culturali, raccontando con interviste e reportage le bellezze pugliesi. La mia avventura con Foggia Reporter é iniziata cinque anni fa. Da due anni curo la linea editoriale del giornale, cercando di raccontare la città e la sua provincia in modo inedito, dando voce e spazio alla cultura e alle nostre radici. Scrivo e creo contenuti digitali, gestisco la pagina Instagram del giornale raccogliendo e raccontando le immagini più belle delle nostra terra.
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