Foggia e i suoi vecchi mestieri: “l’Adunavucale”

Ne avete mai sentito parlare?

Foggia Reporter

Foggia – A Foggia tanti vecchi mestieri, ormai scomparsi, sono ancora vivi nella memoria di molti. Oggi scopriamo il veccgio mestiere dell'”adunavucale“. Era una popolarissima figura che nelle più rinomate osterie, occupava un posto di rilevo, per quanto il più umile. “L’adunavucale”, oltre alla sua specifica mansione, disimpegnava, anche quella di sguattero e di cameriere, dato che nelle pause del suo lavoro, o nei momenti d’insolito afflusso di avventori, aiutava il padrone nel servire a tavola.

“Accanto al tino, non mancava un basso armadio, privo di sportelli, sulle cui scansie erano allineati i boccali da due, uno e mezzo litro, nei quali veniva servito, a tavola il vino ai clienti”… I boccali in terracotta e di due tipi; da quello alto allo svelto e di colore bianco, all’altro panciuto ed istoriato, servivano più di tutto a portare il vino a domicilio dei clienti.
Infatti era frequente, imbattersi nelle vie cittadine, in garzoni scamiciati e con le maniche rimboccate ugualmente, mentre agli altri snob di quei tempi, durante la stagione estiva che recavano infilati alle dita delle mani i boccali pieni o vuoti di vino; rivaleggiando con chi ne portava di più.

Nelle prime ore del mattino gli “adunavucale” andavo in giro per raccogliere dalle famiglie i recipienti vuoti ed accettare specialmente durante le feste le eventuali richieste straordinarie di rifornimento.

Il più frequente uso delle bottiglie di vetro, dovuto alla maggiore produzione e minore costo; come il progressivo più confortante tenore di vita, hanno eliminato dalla mensa delle famiglie popolane la presenza di boccali; così pure da quella dei contadini, la “fiasca” di terracotta, dal tradizionale turacciolo di profumato legno di amarena, che insaporava il prezioso vino.

Questi dunque i semplici motivi a cui si deve la scomparsa della modestissima e popolare figura cittadina dell’”adunavucale”.

A cura di Ettore Braglia