Cultura

Polemica su Eshkol Nevo a “Il Libro Possibile”: anche il vescovo di Manfredonia tra i firmatari della lettera di protesta

[esi adrotate group="1" cache="public" ttl="0"]

BARI – Si accende il dibattito attorno alla partecipazione dello scrittore israeliano alla rassegna culturale . Nelle scorse ore è stata diffusa una lettera aperta sottoscritta da numerose personalità del mondo associativo, culturale e religioso, tra cui anche il vescovo dell’Arcidiocesi di , con la quale si esprime contrarietà alla presenza dell’autore nell’ambito del festival.

I firmatari precisano che la contestazione non riguarda il valore letterario di Nevo né il principio della libertà di espressione, ma nasce dalla convinzione che, nel contesto della guerra in corso nella Striscia di Gaza, la partecipazione di personalità israeliane debba essere accompagnata da una chiara presa di posizione contro le operazioni militari del governo di Israele e contro le violazioni dei diritti umani denunciate da numerose organizzazioni internazionali.

Secondo i promotori dell’appello, la presenza dello scrittore rischierebbe di assumere un significato simbolico che va oltre l’ambito culturale. Per questo chiedono agli organizzatori del festival una riflessione sull’opportunità dell’invito e, più in generale, sul ruolo che gli eventi culturali possono svolgere nel promuovere il dialogo, la pace e il rispetto del diritto internazionale.

La lettera ha immediatamente alimentato un acceso confronto nel mondo culturale e politico. Da una parte c’è chi sostiene la necessità di mantenere aperti gli spazi di confronto e dialogo, evitando ogni forma di esclusione basata sulla nazionalità degli ospiti; dall’altra chi ritiene che, di fronte alla tragedia umanitaria in corso a Gaza, il silenzio non sia più sufficiente e che sia necessario assumere posizioni pubbliche più nette.

Lo scrittore israeliano sarà protagonista di uno degli appuntamenti della rassegna pugliese e, secondo il programma annunciato dagli organizzatori, sarà presente a il prossimo 21 luglio, nell’ambito degli incontri previsti da “Il Libro Possibile”.

La vicenda si inserisce nel più ampio dibattito internazionale che coinvolge il mondo della cultura, chiamato sempre più spesso a confrontarsi con le conseguenze dei conflitti e con il delicato equilibrio tra libertà artistica, responsabilità pubblica e impegno civile.

[esi adrotate group="1" cache="public" ttl="0"]