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Cosa vedere a San Severo, la città dei campanili dell’Alto Tavoliere

Conosciuta come “la città dei campanili”, San Severo è una splendida cittadina in provincia di Foggia nell’Alto Tavoliere situato nell’estremo Nord della Puglia. Vanta origini molto antiche e la sua bellezza si lascia scoprire poco a poco. San Severo si sviluppa tra campi dorati di grano, uliveti e vigneti, è letteralmente immersa nella natura della Capitanata.

Percorrendo le sue strade si incontrano affascinanti monumenti, chiese e tanti campanili. Non a caso San Severo, la porta più antica del Tavoliere delle Puglie, è conosciuta anche come “la città dei campanili”. Famosa per la caratteristica Festa del Soccorso, San Severo è patria della gustosa “Zuppetta“.

Si tratta di diversi strati di pane raffermo abbrustolito (preferibilmente quello di Monte Sant’Angelo) alternati a carne di tacchino sfilacciata, parmigiano e scamorza (alcuni aggiungono anche il caciocavallo). Il tutto viene ‘innaffiato’ con ottimo brodo di tacchino e cotto in forno. La preparazione è molto lunga e richiede molta pazienza, ma il risultato sarà vera poesia per le vostre papille gustative. Preparare la prelibata Zuppetta è un vero e proprio rito, una tradizione unica al mondo che non svanirà mai.

comune san severo concorsi

Oggi, riconosciuta anche come Città d’Arte, San Severo vanta splendidi edifici monumentali dal particolare colore rossastro che catturano l’attenzione dei visitatori. Se state pensando di visitare questa città della Capitanata, ecco alcune tappe imperdibili che vi consigliamo di non lasciarvi sfuggire.

Teatro Giuseppe Verdi

La prima tappa da non perdere è sicuramente il Teatro Giuseppe Verdi. Il teatro comunale Giuseppe Verdi di San Severo è la massima sala teatrale di Capitanata nonché il terzo teatro all’italiana della Puglia dopo il Teatro Petruzzelli di Bari e il Politeama Greco della città salentina di Lecce.

Costruito tra il 1929 e il 1936, venne inaugurato il 9 dicembre 1937 con l’opera Andrea Chénier di Umberto Giordano, in una zona centralissima della cittadina della provincia di Foggia.

Il Teatro Giuseppe Verdi è l’erede del Teatro Real Borbone – primo teatro all’italiana della Capitanata – inaugurato nel 1819 e chiuso nel 1927. Venne prima chiamato Teatro Comunale del Littorio e poi dopo la caduta del fascismo semplicemente Teatro Comunale. Successivamente nel 1975 venne dedicato a Giuseppe Verdi.

Campanili e chiese

Impossibile camminare tra le strade di San Severo e non notare i numerosi campanili che svettano e sono visibili anche a considerevole distanza. San Severo, infatti, è chiamata anche “la città dei campanili” proprio per l’importante numero delle sue torri campanarie diventate un vero simbolo per la città.

Impreziositi da maioliche colorate, i campanili di San Severo sono tutti da ammirare. Alzate lo sguardo e lasciatevi sedurre dalla loro bellezza. Tra i vari campanili, se ne contano sette (quello di San Lorenzo, San Severino, Cattedrale, Sant’Agostino, ecc.) vi segnaliamo in particolare quello della chiesa matrice di San Severino abate, si tratta del pià alto di tutta la città.

san severo
Credits Wikipedia

Tra i principali luoghi di interesse di San Severo non mancano di certo le chiese. Vi segnaliamo la Chiesa di San Lorenzo delle Benedettine, la Chiesa matrice e arcipretale di san Severino abate, la Chiesa di Santa Maria della Pietà, la Cattedrale di Santa Maria Assunta, la Chiesa di San Nicola e la Chiesa di San Giovanni Battista.

Santuario della Beata Vergine del Soccorso

Una menzione a parte spetta al Santuario della Beata Vergine del Soccorso, noto come chiesa di sant’Agostino. Si erge nel cuore della cittadina di San Severo e sorprende tutti per il suo stile tipicamente barocco.

Venne costruito nel corso del ‘700 sui resti di un monastero medievale per poi essere dichiarato santuario mariano nel 1957. Al suo interno è custodita la statua della Madonna del Soccorso, patrona della città di San Severo.

MAT (Museo dell’Alto Tavoliere)

Un’altra tappa che vi consigliamo di non perdere a San Severo è il MAT (Museo dell’Alto Tavoliere). Il museo di San Severo occupa le sale della storica sede dell’ex-convento di San Francesco d’Assisi.

Il percorso del MAT accompagna gli utenti alla scoperta della storia del territorio dell’Alto Tavoliere attraverso il ricco patrimonio proveniente dalle aree archeologiche, dall’epoca del Paleolitico al Medioevo.

Oltra alla sezione archeologica potrete visitare il Lapidarium con alcuni reperti di epoca romana e una sala dedicata alle produzioni che caratterizzano sin dalle epoche più antiche il territorio dell’Alto Tavoliere: il grano, il vino, l’olio e la pastorizia transumante.

Villa Comunale

Prima di lasciare San Severo per spostarci in uno dei siti più importanti dei suoi dintorni e dell’intera Capitanata, vogliamo rilassarci passeggiando tra i viali della Villa Comunale.

La Villa, inaugurata nel 1854, è compresa tra viale San Giovanni Bosco e via Enrico Fraccacreta, l’ingresso principale è su piazza Cavallotti. Con viali alberati, aiuole e una fontana ciroclare la Villa Comunale di San Severo si presenta come un classico giardino all’italiana.

Come per la Villa di Foggia, anche qui c’è la zona dell’Orchestrina, un grande palco circolare in muratura che si sviluppa al centro di un piazzale, perfetto per concerti bandistici.

Ricca, raffinata ed elegante, l’alta cancellata in ferro del prospetto della Villa è ancora quella originale, decorata sulla sommità con quattro statue in ghisa raffiguranti Apollo, Minerva, Cerere e Bacco.

Castel Fiorentino

Ci spostiamo dal centro cittadino per raggiungere un sito di notevole interesse storico e culturale, Castel Fiorentino. Nei pressi di questa domus federiciana si spense Federico II di Svevia.

Dalla strada che delimita San Severo e Castelnuovo della Daunia, poco distante dal piccolo comune di Torremaggiore, la collina è dominata da quel che resta dell’antica città, Castel Fiorentino.

Questo luogo così magico e suggestivo, purtroppo abbandonato a se stesso, accolse il grande imperatore Federico II di Svevia nei suoi ultimi istanti.

Fonti: Wikipedia, giardinidellapuglia.it

 

 

 

Redazione

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