Stelle marine, crediti: c.wallhere.com

Cosa c’è da sapere sulle stelle marine

Dalla scorsa settimana il litorale garganico è invaso da stelle marine, ...

Foggia Reporter

Dalla scorsa settimana il litorale garganico è invaso da stelle marine, in particolar modo nelle località sabbiose, habitat migliore per questa specie. La presenza di questi animali sarebbe spiegata a ragioni trofiche, come spiegato da Lucrezia Cilenti, ricercatrice del CNR di Lesina intervenuta al Tg Blu.

Tuttavia, per quanto possano sembrare affascinanti, si tratta di esseri viventi molto delicati e pertanto sarebbe meglio non toccarli. Scopriamo insieme perché e cosa sono le stelle marine prima di tutto.

Le stelle marine, scientificamente chiamate asteroidee (classe che comprende gli echinodermi, invertebrati detti asteroidi), sono presenti in tutti i mari e nelle zone tropicali ve ne sono delle più colorate e affascinanti.

Struttura intera della stella marina, crediti: Wikipedia

Generalmente le stelle marine posseggono cinque raggi che si diramano da un disco centrale sebbene vi siano alcune specie con sei o più raggi.

Il loro corpo è ricoperto da una teca fatta da piastre abbastanza ravvicinate l’una all’altra, di origine mesodermica, ricoperta da un sottile strato di epidermide ectodermica. Interessante in questa specie è l’apparato acquifero, molto sviluppato, costituito da: un anello periesofageo e cinque canali radiali, che si dipartono dall’anello centrale e seguono l’andamento delle braccia.

Qui sono presenti i pedicelli ambulacrali, che attraversano le piastre del dermascheletro entrando in contatto col substrato: ad essi sono collegati delle piccole ampolle con muscoli che permettono di pompare acqua dalle ampolle ai pedicelli e viceversa. Un sistema per la deambulazione dell’animale. L’apparato acquifero ha però anche altre funzioni, in particolare escrezioneosmoregolazione. L’apertura dell’apparato acquifero è il madreporite, posto sul lato aborale.

La stella marina non dispone di un cervello centralizzato ma di un sistema nervoso piuttostio complesso costituito da un anello nervoso intorno alla bocca e un nervo radiale che corre lungo la regione ambulacrale di ciascun braccio, parallelamente al canale radiale mentre il sistema nervoso periferico è costituito da due reti nervose: un sistema sensoriale nell’epidermide e un sistema motorio nel rivestimento della cavità celomatica, collegati per mezzo dei neuroni che passano attraverso il derma. Questi nervi ad anello, così come i nervi radiali, hanno componenti sensoriali e motori e coordinano l’equilibrio e i sistemi direzionali dell’animale. In particolar modo la componente sensoriale riceve degli input dagli organi sensoriali mentre i nervi motori controllano la muscolatura dei pedicelli ambulacrali.

Altra caratteristica piuttosto curiosa è che la stella marina non dispone della capacità di pianificare le sue azioni: se ad esempio un braccio rileva un odore attraente diventa “dominante”, allungandosi fino a superare le altre braccia in modo da iniziare il movimento verso la preda. Quello descritto è un meccanismo ancora oggi non completamente compreso.

Perché è meglio non toccare le stelle marine?

A tal proposito è interessante il commento di Emilio Mancuso, biologo marino e socio dell’istituto per gli studi sul mare e di Verdeacqua Onlus, riportato da fraintesa.it:

“La pelle di questi animali non si è evoluta per resistere alle nostre manacce ruvide, calde e piene di schifezze. La loro architettura particolare li ha portati ad evolvere una sorta di filtro, il madreporite, che serve a far passare acqua all’interno del corpo e poi fuori dal corpo, che serve ad esempio per far funzionare il loro sistema di locomozione che è un vero e proprio sistema idraulico. Il contatto con le nostre mani può quindi togliere il muco di cui sono ricoperti, che serve a proteggere la pelle, e l’esposizione all’aria può bloccare il sistema idraulico di cui parlavamo, intasandolo con una bolla d’aria”.