Cerignola, Consiglio comunale a singhiozzo: salta anche la seduta del 2 novembre

I civici accusano la Presidente Ditommaso per l'assenza last-minute e chiamano in causa il PD: "Bloccati bilancio consolidato e opere pubbliche".

04 novembre 2026 13:26
Cerignola, Consiglio comunale a singhiozzo: salta anche la seduta del 2 novembre -
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Non è un incidente isolato. È una crepa che si allarga di settimana in settimana. Il Consiglio comunale di Cerignola non si è tenuto nemmeno lunedì 2 novembre e la maggioranza di Palazzo di Città è ormai sull'orlo di una crisi di nervi.

A far scoppiare il caso, questa volta, è una nota arrivata a pochi minuti dall'appello: la Presidente del Consiglio, l'avv. Sabina Ditommaso, comunica di non poter presiedere per "sopraggiunti impedimenti professionali". Senza presidente e senza la surroga della consigliera dimissionaria Mariarosaria Divito - il cui posto avrebbe dovuto essere preso da Savino Bonito, primo dei non eletti - l'assise non ha i numeri per partire. Si va tutti a casa.

Il problema è che all'ordine del giorno non c'erano mozioni di facciata, ma i due pilastri che tengono in piedi un Comune: il bilancio consolidato e il programma triennale delle opere pubbliche. Bloccarli significa congelare pagamenti, cantieri e rendicontazioni.

A firmare l'atto d'accusa più duro sono proprio le liste civiche che sostengono l'amministrazione Bonito: Matteo Conversano, Michele Romano, Francesco Mansi, Gerardo Valentino e lo stesso Savino Bonito. Nella loro nota congiunta parlano di "impasse intollerabile", di Consiglio ridotto a "terreno di scontro" e chiedono un intervento immediato dei vertici del Partito Democratico, provinciale e regionale.

Il riferimento al PD non è casuale: Ditommaso non è solo la terza carica istituzionale della città, è anche Presidente della Federazione provinciale del PD di Foggia dal marzo 2023.

La cronologia di un autunno nero

Per capire il 2 novembre bisogna tornare indietro di sei settimane.

21 settembre 2026: viene convocato un maxi-Consiglio con 26 punti. Al punto 23, secondo la denuncia poi inviata dal sindaco Francesco Bonito al Prefetto di Foggia, la Presidente lascia l'aula. Il numero legale crolla: 13 presenti su 25. La seduta si chiude prima del tempo. Restano fuori proprio i due punti più pesanti: la variazione al Piano Triennale dei Lavori Pubblici 2026-2028 e il progetto di riqualificazione in via San Samuele.

6 ottobre 2026: Bonito passa alle vie formali. Invia una segnalazione al Prefetto per presunta violazione dell'art. 39 del TUEL, che obbliga il Presidente a convocare il Consiglio su richiesta del Sindaco. Motivo: nella convocazione urgente per recuperare i punti decaduti, sarebbero stati reinseriti solo i punti 24 e 25, omettendo di nuovo il 23 e il 26.

9 ottobre 2026: nuovo strappo sul caso di via Candela, con dimissioni annunciate e poi rientrate, che alimenta il clima di sfiducia tra sindaco e presidenza.

30 ottobre 2026: seconda tegola: si dimette la consigliera PD Mariarosaria Divito. Il posto in aula resta vacante.

2 novembre 2026: la seduta che doveva sanare tutto salta per l'assenza della Presidente. La surroga di Savino Bonito, inserita come primo punto, non può essere votata.

4 novembre 2026: lo scontro diventa totale. Mentre i civici chiedono al PD di intervenire, Bonito attacca direttamente Ditommaso sul caso dell'incarico all'ex assessore Michele Lasalvia per l'Auditorium: "Comportamenti gravissimi, ormai fa opposizione. Argomenta come Metta, Netti, Dercole".

In meno di 45 giorni, tre convocazioni andate a vuoto o monche, due esposti incrociati e una maggioranza che, pur essendo formalmente presente in aula, non riesce più a votare.

I civici ora mettono un paletto: restano leali al progetto, ma "il nostro impegno non sarà mai condizionato da logiche che nulla hanno a che vedere con i bisogni della collettività". La palla passa a Bari e a Foggia, ai tavoli del PD. Se non arriva una soluzione, il rischio non è più solo un rinvio del bilancio, ma la paralisi definitiva di Palazzo di Città.


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