Cultura e territorio

Una storia straordinaria, dalla Serbia la gavetta militare torna alla famiglia del soldato di Ascoli Satriano

Ve la ricordate la storia della gavetta della Seconda guerra mondiale appartenuta ad un nostro conterraneo e ritrovata dopo circa 80 anni in uno sperduto villaggio della Serbia? Una storia straordinaria e a lieto fine quella che ha visto protagonista una gavetta militare, una sorta di pentolino in metallo che utilizzavano i soldati in guerra, appartenuta un tempo a un soldato di Ascoli Satriano e ritrovata in Serbia.

Come le più belle storie anche questa ha un suo lieto fine. La gavetta, infatti, dopo tanto tempo è tornata nelle mani della famiglia del soldato ascolano, precisamente in quelle del nipote. Sulla gavetta ritrovata in Serbia era stata incisa la scritta: “Maddamma Biagio Di Donato Ascoli Satriano Foggia“.

A raccontare il lieto fine della storia delle gavetta è stato Gino Gallo, amministratore del gruppo Facebook “Ascoli Satriano: la città dei grifoni”, che ha reso noto il rientro in patria della gavetta risalente alla Seconda guerra mondiale pubblicando un post corredato da alcune foto.

“Sono felicissimo di comunicarvi che tra mille difficoltà, anche di natura burocratica, la gavetta è finalmente in Italia, e precisamente a Bologna, tra le mani di uno dei legittimi proprietari, Biagio Maddamma (di Donato), proprio come il nome inciso sulla gavetta”, si legge nel post pubblicato da Gino Gallo nel gruppo Facebook “Ascoli Satriano: la città dei grifoni”.

Il particolare oggetto, un vero e proprio cimelio di guerra, è stato trovato nella lontana Serbia a distanza di tanti anni. Durante le campagne militari, questi particolari pentolini, venivano utilizzati per trasportare e consumare il cibo. I soldati, infatti, erano soliti trasportare in questi pratici e utili recipienti di alluminio le vivande per rifocillarsi durante la giornata.

Alcuni mesi fa, questa particolare gavetta militare era stata trovata da un anziano signore che con l’aiuto del figlio era riuscito a mettersi in contatto con il gruppo Facebook “Ascoli Satriano: la città dei grifoni”.

“In attesa che il reperto torni ad Ascoli e, quindi, poter finalmente scrivere la parola ‘fine’ a questa splendida storia, mi sia consentito di ringraziare dal profondo del cuore il mio amico serbo Darko Sotirovic, fu lui a contattarmi mesi fa (precisamente il 19 giugno alle ore 6:24) per comunicarmi dello straordinario ritrovamento da parte dell’anziano papà – spiega Gallo nel suo post Facebook -. Una persona straordinariamente altruista e sensibile che ha preferito al guadagno la felicità di persone a lui lontane e sconosciute”.

Una storia a lieto fine quindi che collega la Serbia e Ascoli Satriano, due luoghi molto lontani ma vicini in un unico abbraccio grazie a questa straordinaria storia. “Aspettatevi ancora interessanti novità su questa vicenda”, termina con queste parole il post Facebook di Gino Gallo. Noi continueremo a seguire con grande interesse questa splendida storia e vi terremo aggiornati su eventuali sviluppi.

 

 

 

Redazione

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