Economia

Abbonamenti scontati per i mezzi pubblici: “un lusso solo barese, grazie ai fondi per le città metropolitane. ingiustizia da sanare”

“Abbonamenti scontati a soli 20 euro per i mezzi pubblici, per 20mila
baresi. Questa opportunità, offerta dal sindaco Antonio Decaro grazie
all’impiego di 5 milioni di euro dei fondi PON Metro, non sarebbe
possibile se Bari non fosse una città metropolitana e, come tale,
beneficiaria di queste ingenti risorse stanziate per lo sviluppo urbano
sostenibile. Peccato che questo sviluppo sia riservato esclusivamente alle
città metropolitane, mentre viene negato alle altre città capoluogo di
provincia, che non hanno i mezzi per poter incentivare buone pratiche come
l’utilizzo dei mezzi pubblici a costi accessibili a tutti. Un modo per
far respirare le città e per aiutare le famiglie che si trovano a fare i
conti con gli aumenti anche nel trasporto pubblico locale.
Ecco un esempio lampante di quello che denuncio da sempre: la iniqua
disparità di finanziamenti e vantaggi fra città metropolitane e province,
figlia di quella sciagurata legge Delrio che ha spogliato le province di
competenze e risorse materiali e umane, fino a ridurle all’immobilismo.

Perché riservare alle sole città metropolitane i mezzi per poter
raggiungere gli obiettivi di innovazione e sviluppo previsti dall’Agenda
Urbana europea? Perché escludere i cittadini delle province periferiche,
già penalizzati da infrastrutture deficitarie e servizi di serie B,
sudditi alla corte delle città metropolitane che fanno da asso pigliatutto
e continuano a progredire, lasciando indietro le altre? Le politiche
europee – e i fondi che le finanziano – dovrebbero servire a colmare i
divari fra territori, e non a scavare solchi sempre più profondi.
Nel caso del PON Metro parliamo di quasi 600 milioni di euro tra fondi Fesr
e Fse, a cui se ne aggiungono 300 di cofinanziamento nazionale. Una torta
divisa in sole 14 fette, mentre i territori periferici restano a bocca
asciutta. A questa distorsione è arrivato il momento di porre un argine ed
anzi un freno, rimettendo in equilibrio politiche strabiche ed
inique”

 

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