Cronaca

Strage fratelli Luciani, il padre delle vittime di mafia: "Voglio giustizia"

Due anni fa, quel terribile 9 agosto 2017 (giorno in cui ebbe luogo un’altra tragedia nel foggiano, quella che vide protagonista la giovane Dalila Iafelice) si consumò una delle più orrende vicende di cronaca nera degli ultimi anni: l‘assassinio dei fratelli Luciani.

La colpa dei due fratelli agricoltori? Quella di essere a lavoro quel maledetto 9 agosto 2017. Quel giorno, intorno alle ore 10 sulla strada provinciale 272, nei pressi della vecchia stazione di San Marco in Lamis, l’obiettivo era il boss Mario Luciano Romito, morto sul colpo con suo cognato.

Cosa c’entrano i due fratelli? Nulla, i fratelli Luciani erano persone oneste e quella mattina erano nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Secondo la ricostruzione dell’epoca, infatti, i fratelli Luigi e Aurelio Luciani rispettivamente di 47 e di 43 anni, hanno visto uccidere i due uomini e capendo di essere in pericolo avrebbero tentato la fuga.

Purtroppo, la fuga dei due fratelli non durò molto e i due furono raggiunti e uccisi barbaramente dai killer.

Il padre delle due vittime di mafia era presente questa mattina in Corte d’Assise, a Foggia, per assistere al processo a carico di Giovanni Caterino, accusato di aver fatto da basista al commando armato che compì la strage di San Marco.

“C’è qualcuno che sa ma non parla. Io voglio giustizia per i miei figli, perché i miei figli sono stati ammazzati barbaramente dalla mafia. Ecco però ho scelto di essere qui”. queste le parole di Antonio Luciani, padre di Aurelio e Luigi, i fratelli uccisi innocentemente a San Marco in Lamis.

Redazione

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