Sicurezza idrogeologica e territori: la svolta parte dai Contratti di Fiume

Una risoluzione del Senato spinge per una gestione partecipata e sostenibile dei bacini idrografici

06 novembre 2026 10:25
Sicurezza idrogeologica e territori: la svolta parte dai Contratti di Fiume -
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La lotta al dissesto idrogeologico e la gestione intelligente dell'acqua cambiano paradigma, puntando su una formula che unisce la tutela dell'ambiente al coinvolgimento diretto delle comunità locali.

L'8ª Commissione Ambiente del Senato ha approvato una risoluzione strategica che impegna formalmente il Governo a potenziare i Contratti di fiume, individuati come veri e propri pilastri per la prevenzione del rischio idraulico e lo sviluppo sostenibile del Paese.

L'atto di indirizzo traccia una rotta chiara: i futuri finanziamenti statali dovranno premiare la manutenzione periodica, la pulizia dei bacini e la messa in sicurezza di alvei e foci, superando la logica della continua emergenza.

Il valore della pianificazione condivisa

I Contratti di fiume si distinguono per un approccio partecipativo e dal basso. Attorno allo stesso tavolo si siedono istituzioni, imprese, associazioni e cittadini, con l'obiettivo di firmare veri e propri patti di azione per la rigenerazione dei corsi d'acqua. In Italia il modello sta già dimostrando la sua efficacia: a fronte di 83 accordi già formalmente sottoscritti, si contano oggi oltre 200 percorsi in fase di definizione o avanzamento.

Questo strumento permette di calare la transizione ecologica nella realtà quotidiana dei territori, trasformando la necessità di fare manutenzione in un’opportunità di sviluppo per l'economia locale e per la salvaguardia della biodiversità.

Il laboratorio Puglia: i casi del Canale Reale e dell'Ofanto

La Puglia si candida a fare da modello in questo scenario nazionale. La gestione delle risorse idriche e la difesa del suolo rappresentano per la regione sfide cruciali, strettamente connesse alla sicurezza dei cittadini e alla tenuta del comparto agricolo e produttivo.

Due sono le esperienze di rilievo che stanno tracciando la strada sul territorio pugliese:

  • Il Canale Reale: nel brindisino, l'approvazione del Programma d'Azione ha già definito le linee guida e gli interventi concreti per il prossimo triennio.

  • La Valle dell'Ofanto: nell'area tra la Bassa e Media Valle è attivo un percorso di concertazione territoriale. Proprio lungo l'Ofanto, nei pressi di Canosa di Puglia e Cerignola, è stata affidata la progettazione per un importante intervento di recupero e miglioramento della funzionalità idraulica del fiume.

Priorità d'accesso ai fondi statali

La risoluzione punta a rendere questi percorsi virtuosi una corsia preferenziale per l'ottenimento dei fondi pubblici. L'obiettivo politico e amministrativo è far sì che chi programma in modo partecipato e prevede interventi di manutenzione costanti e sostenibili possa accedere con priorità alle risorse nazionali contro il dissesto idrogeologico.

Soltanto uscendo dalla logica del "pronto intervento" a disastro avvenuto si potrà garantire una reale sicurezza per il territorio, valorizzando al contempo il patrimonio naturale ed economico che i fiumi e i bacini idrici rappresentano per l'Italia.

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