Crediti: Paesaggio Italiano

Culto di San Michele Arcangelo, il guerriero alato celebrato dal Festival “Michael”

Viaggio attorno all’affascinante figura dell’Arcangelo Michele

Foggia Reporter

Monte Sant’Angelo – “Michael” è il nome del prossimo Festival in programma a Monte Sant’Angelo per celebrare l’emblema della città dei siti Unesco. In programma spiccano prestigiosi eventi tra cui quello del 4 maggio, dedicato al gemellaggio con il santuario francese di Mont Saint-Michel. Prima di preannunciare alcuni eventi della programmazione, vogliamo raccontarvi la storia della figura di San Michele Arcangelo, protettore del Gargano.

Era il 4 maggio del 490 d.C. quando una luce vivida, quasi accecante, illuminò la cima del Monte Gargano, laddove apparve una figura dalle sembianze angeliche: un giovane dalla corporatura imponente e dal viso contornato da biondi ricci, adagiati dolcemente sulle spalle. Ad assistere alla miracolosa apparizione fu un pastore proveniente dalla cittadina di Siponto, alla ricerca di uno dei suoi animali, scappato dalla mandria. Dopo averlo cercato a lungo e disperatamente tra le insenature del promontorio, lo trovò sorprendentemente sulla vetta più scoscesa della montagna, dinanzi a una grotta e, in preda all’ira e con l’intento di punirlo, scagliò una freccia nella medesima direzione.

san michele arcangelo
Crediti: Famiglia Cristiana

Ma il dardo cambiò improvvisamente traiettoria ferendo proprio l’arciere, inconsapevole vittima di una profanazione avvenuta, suo malgrado, in un luogo definito sacro. L’uomo, il cui probabile nome era “Gargano”, profondamente scosso dall’accaduto, avvisò prontamente il vescovo della città, Lorenzo Maiorano, che decretò tre giorni di pubbliche preghiere. Il terzo giorno, l’8 maggio, il vescovo assistette al manifestarsi dell’Arcangelo che annunciò al prelato la sacralità e la preziosità di quella montagna, esponendo la volontà di farla diventare ben presto la sua dimora.

Questa è la prima, breve e preziosa testimonianza di una delle apparizioni di San Michele Arcangelo, conosciuta come “la leggenda del toro” e contenuta nel “Liber de apparitione sancti Michaelis” (meglio conosciuto come “Apparitio Sancti Michaelis”), redatto tra la fine del VIII e gli inizi del secolo IX. Un’altra apparizione fu provvidenziale per scongiurare le invasioni dei nemici che assediavano il territorio e, per rendere onore al prodigioso gesto di salvezza, il Santo decise di imprimere un’orma “umana” su un grande sasso della Grotta suscitando lo stupore dei fedeli, increduli di quanto si stesse palesando ai propri occhi. Fu per merito di queste epifanie che la figura dell’Arcangelo venne riconosciuta, nell’immaginario collettivo, non soltanto come il protettore del Gargano, ma più generalmente come un guerriero in lotta contro il male o come l’emblema della supremazia del Bene.

Un principe alato dalle forme graziose e armoniose, così descritto dal sommo poeta Dante Alighieri, che ne promosse la solerzia nel difendere gli uomini dalle insidie di Satana. Nell’iconografia Orientale e in maggior misura Occidentale viene rappresentato alato e armato, in procinto di sollevare una spada e di calpestare vittorioso Lucifero nelle vesti di un dragone. Una battaglia contro il diavolo e gli angeli ribelli cominciata nell’alto dei cieli e oggi viva nelle vite di coloro i quali si affidano alla sua grandezza. La più antica rappresentazione dell’apparizione e della popolare leggenda è collocata all’interno del santuario di Monte Sant’Angelo, in uno degli affreschi presenti sulle strutture murarie. Le raffigurazioni della stessa non si limitano ai soli confini nazionali: nel palazzo reale di Schleissheim, nei pressi di Colonia (Germania), l’episodio riprodotto è stato scoperto proprio grazie a uno storico tedesco che precedentemente era stato ospite del Santuario patrimonio dell’umanità.

A trionfare è il modello Garganico con il suo protettore, la cui venerazione è molto sentita anche in Europa e più precisamente in Francia, dove a Mont Saint-Michel (in Normandia) nel 709 Sant Aubert ordinò la costruzione di una grotta-santuario stilisticamente affine a quella della città dei due siti UNESCO, con l’icona del San Michele trionfante sul dragone agonizzante. In vista del 4 maggio, data fondamentale per la comunità, due rosoni indicanti i due Paesi hanno impreziosito il santuario rendendosi protagonisti simbolici di un gemellaggio oltre confine che vedrà i due luoghi di culto micaelici connessi per la prima volta all’interno di una rete di santuari dedicati al Santo Patrono.

Nella prima edizione del Festival “Michael” venne siglato un patto simile con la Sacra di San Michele in Val di Susa. Dunque, tre santuari accomunati da una storia antica e da un solo culto, distanti tra loro mille chilometri e congiunti da una retta che li collega a Gerusalemme. Cuori pulsanti della cristianità, attirano migliaia di fedeli e non, che da ogni parte del mondo si accingono a visitarli. Impossibile mancare anche al prossimo Festival dedicato al custode spirituale della grotta e volto a consolidare una solida promozione territoriale a livello internazionale, come ha affermato il sindaco di Monte Sant’Angelo Pierpaolo d’Arienzo. Saranno giornate di festa ricche di appuntamenti imperdibili incentrati sull’arte, sulla cultura e sulla musica. Un’opportunità per godere di questi eventi nel suggestivo scenario della città garganica.

Ecco programma dettagliato degli eventi

Sabato 4 maggio, giornata dedicata a “MICHAEL E L’EUROPA”: ore 10 | Sala convegni Santuario, APERTURA FESTIVAL e conferenza con Ada Campione, Vincent Juhel (Francia), Angela Laghezza e Jean Michel Picard (Irlanda); ore 18 | Castello, GEMELLAGGIO MONTE SANT’ANGELO – MONT SAINT-MICHEL, sottoscrizione gemellaggio, concerto con VICTORIA DELAROZIÉRE, MARTA DELL’ANNO, TARANTULA GARGANICA, LA PACCHIANELLA.

Domenica 5 maggio, ore 10.30 | Grotta dell’Arcangelo, Santa Messa con i Rettori di Monte Sant’Angelo, Sacra di San Michele in Piemonte e Mont Saint-Michel (Francia); ore 18 | Sala conferenze Biblioteca, SAN MICHELE, GUERRIERO E PSICAGOGO: conferenza con FRANCO CARDINI e Giorgio Otranto; ore 20.30 | Sala convegni Santuario, QUINTETTO PARVANEH con Medagliele (violino), Del Gaudio (violoncello), Carparelli (violino), Cacciatore (viola) e Pische (pianoforte).

Lunedì 6 maggio | BARI, inaugurazione mostra micaelica di Alessandra Favini (dal 6 all’11 maggio al Centro Polifunzionale Studenti UNIBA).

Martedì 7 e mercoledì 8 maggio, SAN MICHELE DI MAGGIO: LA FESTA. Il rito del fuoco, mostre sul pellegrinaggio, percorso enogastronomico, proiezioni, canti e poesie dei pellegrini, spettacolo pirotecnico.

Giovedì 9 maggio | ore 18 | Sala conferenze Biblioteca, SANTIAGO E LA PUGLIA. Da Santiago di Compostela (finisterre) a Santa Maria di Leuca (de finibus terrae): patto d’amicizia tra i Santuari di Monte Sant’Angelo, San Nicola di Bari, Santa Maria di Leuca e del Capitolo della Cattedrale di Santiago di Compostella.

Venerdì 10 maggio | ore 20 | Auditorium Santuario, Francesco Boneri VS Cecco del Caravaggio: lettura/spettacolo con Gianmaria Cervo, Gianni Papi, ENZO DECARO.

Sabato 11 maggio, ore 18 | Sala convegni Santuario, “LE ARMI E IL POTERE: L’ARCANGELO LONGOBARDO”: chiusura mostra; ore 20.30 | Piazza Duca d’Aosta, NICOLA PIOVANI in conce