San Giovanni Rotondo: 108enne ritrova un vecchio buono postale, grazie alle badante, Ora vale 100mila euro

SAN GIOVANNI ROTONDO – A volte i tesori non si trovano sulle mappe, ma nei cassetti impolverati della credenza di casa. È quanto accaduto a San Giovanni Rotondo, dove una storia che intreccia memoria storica e fortuna economica ha visto protagonista Maria Angela Bortignon, una donna di ben 108 anni.
Originaria di Vicenza ma con una proprietà nella città di San Pio, l’anziana ha scoperto quasi per caso di possedere un buono postale fruttifero emesso negli anni Cinquanta. Quello che all’epoca era un investimento di mille lire, oggi, grazie agli interessi e alla rivalutazione monetaria, potrebbe valere circa 100mila euro.
Il ritrovamento casuale tra le vecchie foto
Il titolo di credito non è riemerso durante una revisione bancaria, ma grazie alla cura di Tatiana Vasilachi, la badante che assiste la signora Bortignon. Durante le operazioni di riordino di alcuni effetti personali nell’abitazione ereditata, Tatiana si è imbattuta in vecchi album fotografici e documenti ingialliti dal tempo.
Tra questi fogli, dimenticato per decenni, spuntava il buono postale. La legittima proprietaria ne ignorava completamente l’esistenza, convinta che quei documenti fossero ormai solo carta straccia.
Dalle mille lire al “tesoretto”: la stima
Per capire se quel pezzo di carta avesse ancora un valore, l’anziana si è rivolta all’Associazione Italia, un ente specializzato nel recupero di titoli di credito antichi. La pratica è stata affidata all’avvocato Stefano Rossi, che ha analizzato il documento e ricostruito il suo potenziale economico.
Secondo le stime dei consulenti, applicando i tassi di interesse legale, la rivalutazione monetaria e la capitalizzazione maturata in oltre settant’anni, il valore attuale del buono si aggira intorno ai 100.000 euro. Una cifra che trasforma un piccolo risparmio del dopoguerra in una somma capace di cambiare la vita.
La battaglia legale: il nodo della prescrizione
Il percorso per l’incasso, tuttavia, non è automatico. È stata avviata un’azione legale contro Poste Italiane e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, responsabili del rimborso anche per i titoli emessi prima della Repubblica.
Il punto critico riguarda la prescrizione. Spesso questi titoli vengono considerati “scaduti” dagli enti emittenti, ma la giurisprudenza offre uno spiraglio importante. I legali dell’Associazione Italia fanno leva sull’articolo 2935 del Codice Civile, il quale stabilisce che la prescrizione inizia a decorrere solo dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere.
Nel caso della signora Bortignon, il termine non decorrerebbe dalla data di scadenza naturale del titolo, ma dal giorno del suo ritrovamento, poiché prima di quel momento la titolare non era a conoscenza del suo diritto.
I “tesori dormienti” nelle case degli italiani
La vicenda di San Giovanni Rotondo non è un caso isolato. Si stima che in Italia ci siano milioni di titoli antichi non riscossi: buoni postali, libretti di risparmio al portatore e titoli di Stato che giacciono dimenticati in soffitta o persi nei passaggi generazionali. Molti di questi, contrariamente a quanto si pensa, sono ancora potenzialmente validi e rimborsabili, a patto di seguire il corretto iter legale.
Un gesto di gratitudine
Al di là degli aspetti tecnici e finanziari, la storia di Maria Angela Bortignon colpisce per il suo epilogo umano. La centenaria ha già espresso una volontà chiara: se l’azione legale andrà a buon fine, l’intera somma recuperata sarà donata a Tatiana, la sua badante.
Un modo tangibile per ringraziarla non solo per aver ritrovato il buono, ma per l’assistenza, l’affetto e la vicinanza dimostrate quotidianamente negli anni. Un finale che trasforma una vittoria burocratica in una bellissima storia di riconoscenza.
FONTE: Immediato

