Viaggi e turismo

Le Guide di Foggia Reporter: Rignano Garganico

Rignano Garganico – Il paese del Gargano affacciato sulla pianura di Capitanata. Qui, la vita si anima con storie e misteri.
Rignane, rigne quante vue, che ij’ngoppe nun c’inghiane” ed effettivamente Ferdinando IV di Borbone non salì mai lassù a Rignano Garganico. Eppure lì la vita è sempre stata brulicante. Tutti vi passarono da Normanni a Turchi, da crociati a mendicanti. Non fosse che magari il re ve ne fu spaventato per misteriosi riti della cittadina?

Mura di Rignano Garganico all’affaccio del Tavoliere delle Puglie – Ph. Credit: Borghi Autentici d’Italia

Rignano Garganico ha un popolo amante della sue terra, attivo nella tradizione e nella cultura popolare. Cantori e pastori raccontano leggende, storie di ombre invisibili della Processione dei Morti, che chi la vede, muore!
Vero o no che sia, una spiegazione c’è: il forte nesso con gli usi e i costumi funebri del Paleolitico di Paglicci e di Grotta Spagnoli, insediato tra dirupi rocciosi a riparo dai venti, oggi situate sull’affaccio più panoramico della Puglia dove la pianura s’inclina e diventa rocciosa.

Un esempio di graffiti rupestri del Museo di Grotta Paglicci

Una location abitata da contadini e zampognari che ben volentieri si prestano a rendere accogliente e gustoso questo lato “nascosto” del Gargano, quello non marittimo, non balneare, ma immensamente naturale. Pascoli di mucche podoliche, la cui origine austriaca oggi sprigiona autenticità pugliese grazie al nutrimento di erbe odorose che, insieme alla pregiata lavorazione artigianale e ai luoghi di stagionatura, impreziosiscono il profumo e il gusto dei caciocavalli, il formaggio nobile del Gargano.

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Presepe Vivente di Rignano Garganico

Ed è proprio in questo che la cittadina radica la sua cultura e rispetta le aspettative dei turisti, soprattutto durante le festività. Dalle case fuoriesce odore di muciska, carne ovina ricca di ferro e proteine, mentre tessitrici, fabbri e mugnai si riversano per le strade per animare il presepe del Natale lungo la via che va dal torre medievale e il Palazzo Baronale. Altrimenti a Pasqua, le donne di casa non esiteranno a preparare in tutta fretta la squarcedda prima che il lenzuolo bianco ricopra la facciata della Cattedrale.

Palazzo Baronale di Rignano Garganico – Ph. Credit: Borghi Autentici d’Italia

In così tanto credo religioso, perfino San Rocco decise di stanziarvisi per prima tra le varie città del Sud. Sarà per San Michele? Per l’epidemia che colpi il paese durante il Medioevo? Di sicuro, ai primi del ‘900, il patrono salvò Rignano Garganico anche dai bombardamenti.

Fonte: Palma di Cesnola, A., “Paglicci: Rignano Garganico – mostra iconografica permanente”, Centro Regionale Servizi Educativi e Culturali, Distretto FG/27, 1992.

Michela Serafino

Operatore culturale nei sistemi turistici e 30 anni di "pugliesità". Fin da bambina ho osservato con curiosità le meraviglie dell'arte. Decidendo di fare della mia passione una professione, sono volata via da Foggia per laurearmi in Scienze dei Beni Culturali e specializzarmi in Turismo, territorio e sviluppo locale presso la Bicocca di Milano. Con i miei primi passi nei musei, ho capito il valore della condivisione del bello con la società.... mai quanto nella mia regione! La mia mission? In quanto educatore museale e guida turistica, ciò che adoro di più è convertire i disinteressati al piacere della scoperta nei musei e alla bellezza della mia città. Il territorio trama con le sue risorse attraverso metodi di comunicazione 4.0 e web marketing (SEO, Socialmedia,...), tali da apportare il giusto contributo alla promozione culturale e turistica, ed io ci sono dentro. Rivolgendomi sia a giovani che ad adulti tra attività e laboratori, i miei racconti si rivolgono a chiunque abbia voglia di conoscere la Puglia, in particolare la Daunia. Il mio cavallo di battaglia? Progettare ed organizzare eventi culturali coordinando, tramite i media, strutture, associazioni ed infrastrutture necessarie per la mobilità e l'ospitalità. Adoro viaggiare, ma soprattutto appassionare della mia terra.

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