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Quattro anni dalla strage dei fratelli Luciani, Piemontese: “Da allora è iniziata la nostra lotta di liberazione”

La strage di mafia del 9 agosto 2017 è stata un punto di svolta. La barbara uccisione di Luigi e Aurelio Luciani, due fratelli che lavoravano sulla loro terra, quella mattina di quattro anni fa, quando finirono per essere testimoni di un’esecuzione mafiosa, ha sconvolto l’Italia intera, spingendo lo Stato a moltiplicare gli sforzi per combattere la piaga criminale. Da allora è cominciata la nostra lotta di liberazione; che combattiamo nel nome di Luigi e Aurelio”.

Questo il messaggio pubblicato sui social dal vicepresidente della Regione Puglia, Raffaele Piemontese, per raccontare la strage dei fratelli Luciani avvenuta il 9 agosto 2017 – quattro anni fa – nei pressi della vecchia stazione di San Marco in Lamis. Una terribile strage che ha portato inevitabilmente sotto i riflettori della cronaca nazionale la cosiddetta Quarta mafia.

Quel maledetto 9 agosto 2017, l’unica colpa dei due fratelli agricoltori, Aurelio e Luigi Luciani, fu quella di essera a lavoro. Quel giorno, intorno alle ore 10 sulla strada provinciale 272, nei pressi della vecchia stazione di San Marco in Lamis, l’obiettivo era il boss Mario Luciano Romito, morto sul colpo con suo cognato.

Cosa c’entrano i due fratelli? Nulla, i fratelli Luciani erano persone oneste e quella mattina erano nel posto sbagliato al momento sbagliato. Secondo la ricostruzione dell’epoca, infatti, i fratelli Luigi e Aurelio Luciani rispettivamente di 47 e di 43 anni, hanno visto uccidere i due uomini e capendo di essere in pericolo avrebbero tentato la fuga. Purtroppo, la fuga dei due fratelli non durò molto e i due furono raggiunti e uccisi barbaramente dai killer.

Anche il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha voluto ricordare quel terribile giorno di quattro anni fa. “Luigi e Aurelio Luciani, due padri di famiglia, due onesti lavoratori che sono stati uccisi perché testimoni involontari di un’esecuzione mafiosa. Da questa pagina così dolorosa per la famiglia Luciani e per tutta la comunità di San Marco in Lamis occorre ritrovare ogni giorno la forza per reagire, per urlare al mondo la nostra contrarietà alla violenza, alla criminalità, all’indifferenza e all’omertà.

Oggi, a quattro anni da quei terribili fatti, rinnoviamo la nostra solidale vicinanza alla famiglia Luciani e stigmatizziamo ancora una volta tutti insieme quella polimorfa cultura criminale che uccide, depreda e soffoca le speranze di un’intera comunità”.

 

Redazione

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