Attualità

Per un giorno il Giro d’Italia (a Foggia), per tutti i giorni la Ciclovia dell’Acquedotto

Un percorso che ripercorre il tracciato di due condotte storiche dell’acqua. Edizione 104 del Giro d’Italia, l’ottava tappa Foggia-Guardia Sanframondi ha portato i ciclisti nella città dauna: a quanti erano lì per la prima volta non è sfuggito il “fungo” AQP che domina la città e – non poteva essere diversamente – il Palazzo dell’acquedotto e la Fontana dell’Acquedotto. Hanno scoperto un altro modo di interpretare la parola “ciclo”.

Pensavano ai 170 chilometri della tappa che avrebbero dovuto percorrere ma – c’è da giurarlo – a qualcuno di loro sarà venuto in mente di tornare in Puglia e con gli strumenti a loro più congegnali (le biciclette) intraprendere un’altra avventura lunga 500 chilometri, quella della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese

Con la bici, ma anche a piedi, sulle antiche vie dell’acqua. Si tratta di un percorso che è allo stesso tempo cicloturistico ed escursionistico che ripercorre il tracciato di due condotte storiche dell’Acquedotto, il Canale principale, da Caposele (Avellino) a Villa Castelli (Brindisi), e il Grande sifone leccese, che da Villa Castelli giunge sino a Santa Maria di Leuca, dove è ubicata la cascata monumentale.

La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese è un itinerario narrativo unico nel suo genere che attraversa tre regioni (Campania, Basilicata e Puglia), mettendo in collegamento luoghi che hanno un grande fascino e una serie di peculiarità che li rendono unici: Alta Irpina, Vulture Melfese, Alta Murgia, Valle d’Itria, Arneo ed entroterra del Salento. La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese è un itinerario che da la possibilità di tuffarsi nella magia di un territorio che, “visto” da questa angolazione, diventa, se possibile, ancora più bello.

La fontana del Sele
La fontana del Sele


La più antica fontana di Foggia è quella dell’Acquedotto

Il 15 maggio scorso, la carovana del Giro d’Italia, partendo da Foggia, è – anche su questo c’è da giurarci – rimasta incantata dalla più antica tra le fontane del capoluogo dauno, quella del Sele o dell’Acquedotto Pugliese, detta comunemente fontana di piazza Cavour. L’opera, costruita su progetto dell’ing. Cesare Brunetti, venne inaugurata il 21 marzo 1924. È in cemento armato e riproduce una stella marina a cinque punte.

Questa fontana doveva servire solo per la inaugurazione dell’Acquedotto e, di conseguenza, doveva poi essere smantellata per far posto ad una fontana monumentale in bronzo e marmo che non fu più realizzata: questa fontana diventò subito il simbolo della città di Foggia.

Il Palazzo dell’Acquedotto opera dell’ing. Brunetti

Nel capoluogo dauno c’è anche uno degli edifici storici di Acquedotto Pugliese. Il Palazzo dell’acquedotto, come viene comunemente indicato, è opera dell’ingegnere Cesare Vittorio Brunetti. A differenza di quello barese, che è uno splendido esempio di romanico pugliese di transizione, il Palazzo dell’Acquedotto Pugliese di Foggia, costruito nel 1926, ha uno stile liberty.

L’edificio ha due ingressi, uno in via Scillitani, dove c’è il primo palazzo, e uno in via Isonzo, dove c’è il secondo palazzo. I due edifici si uniscono formando un triangolo, all’interno del quale vi è un cortile. Il Palazzo, bianco, è impostato a cortine ed ha numerose decorazioni costruite con il cemento. Ci sono due cupole, sopra il terrazzo, che caratterizzano la costruzione e la rendono unica (oltre che estremamente affascinante).

Redazione

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