Ambiente

Parco del Gargano, il Consiglio di Stato respinge la sospensiva del Ministero sulla nomina di d’Errico

Il Ministero dell’Ambiente aveva chiesto di sospendere la sentenza del TAR che imponeva di concludere la procedura. Vincenzo d’Errico parla di «cortocircuito istituzionale» e annuncia che proseguirà la battaglia legale.

[esi adrotate group="1" cache="public" ttl="0"]

MONTE SANT’ANGELO – Nuovo sviluppo nella vicenda della nomina del presidente del Parco Nazionale del Gargano. Con l’ordinanza n. 4505/2026, il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di sospendere la sentenza del TAR Puglia favorevole a Vincenzo d’Errico, designato con l’intesa della Regione Puglia.

La controversia nasce nel settembre 2025, quando la Regione aveva espresso il proprio accordo sul nome di d’Errico, individuato all’interno di una terna proposta dal Ministero. Dopo mesi di stallo, il candidato ha presentato ricorso al TAR, che il 7 settembre 2026 ha ordinato al dicastero di concludere il procedimento entro 60 giorni. Successivamente, il Ministero ha impugnato la sentenza chiedendone la sospensione, ma ha anche comunicato a d’Errico la decisione dell’autorità politica di sostituire il suo nome nella terna con quello dell’architetto Nazareno Gabrielli. Una sequenza di atti che, secondo d’Errico, evidenzia contraddizioni nell’operato ministeriale. Il Consiglio di Stato, nel respingere l’istanza cautelare, ha rilevato l’assenza dei presupposti per riconoscere un danno grave e irreparabile, prendendo atto anche della diversa direzione nel frattempo assunta dalla procedura. La decisione riguarda la richiesta di sospensione e non definisce, da sola, l’intera controversia sulla nomina.

D’Errico, assistito dagli avvocati Luca Alberto Clarizio e Anna Del Giudice, contesta inoltre le motivazioni addotte dal Ministero per giustificare lo stallo, sostenendo che il blocco sarebbe riconducibile a un parere politico negativo espresso nel luglio 2026 da una commissione parlamentare consultiva. «Non è una mera rivendicazione personale, ma la difesa di un interesse pubblico e del rispetto dell’intesa istituzionale raggiunta con la Regione Puglia», dichiara d’Errico, che definisce la vicenda un «cortocircuito istituzionale» e accusa il Ministero di volerlo estromettere dalla terna per ragioni politiche. Il candidato annuncia infine che la battaglia legale proseguirà, con l’obiettivo di tutelare la trasparenza della procedura e le prerogative del territorio del Gargano.

[esi adrotate group="1" cache="public" ttl="0"]