Naturale: morte migrante a Mezzanone è disperato grido di aiuto di un luogo privo di dignità

BORGO MEZZANONE – “Il corpo esanime del bracciante pachistano ritrovato nei pressi del ghetto di Borgo Mezzanone rappresenta l’ennesimo, disperato grido d’aiuto di un luogo ‘invisibile’ ai più e privo di dignità umana, che non può più essere ignorato dallo Stato e dal Governo italiani e sui cui occorre puntare, una volta per tutte, attenzione costante per liberare dalla prevaricazione, dall’illegalità e dagli abusi spesso connessi al drammatico fenomeno del caporalato i migliaia di lavoratori stranieri che operano nelle campagne del Foggiano e che vivono in condizioni terribili, sotto il ricatto della criminalità. Il ghetto di Borgo Mezzanone, una delle più grandi vergogne d’Europa, non può restare un luogo dalle sorti ineluttabili: occorre porre in essere qualsiasi sforzo istituzionale per scrivere la parola fine a uno scempio sociale troppo spesso teatro di morte di lavoratori sfruttati e sottopagati, a cui occorre restituire dignità subito”.
Lo dichiara Gisella Naturale, senatrice del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, a proposito della morte, per cui si indaga per omicidio, di Sadam Houssain, il bracciante 32enne ritrovato nelle scorse ore privo di vita nel bagagliaio della sua auto, a pochi chilometri da dove viveva, dopo essere scomparso il 4 agosto scorso dai radar della comunità bracciantile straniera che abita il vasto insediamento informale in provincia di Foggia.

