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Mattinata: il paese che volge ad Oriente

Nono appuntamento con la rubrica viaggiando si impara

Un “paesaggio aprico e fiorito” narra Orazio in alcune poesie. Falesie, mandorli e fichi profumano Mattinata di suggestivi odori d’Oriente. Benvenuti al nono appuntamento con la rubrica viaggiando si impara.

Italy 629570 960 720Mattinata si delinea in case bianche, tutte rivolte al primo sole del mattino, travolte dalla frizzante brezza marina di una calda estate, quando per la calura ci si poggia all’ombra di un ulivo su un muretto a secco al suono improvviso del raglio di un asino.
L’immagine di una “farfalla bianca” che adagia le sue ali tra i Valloni di Monte Sacro nella fertile Valle Carbonara riparata dall’ammasso di nummuliti (lo stesso calcare delle piramidi d’Egitto!) di Monte Saraceno da cui discendono calette ed una lunga spiaggia di ciottoli, un tempo luogo di approdi solitari.
Sulle baie cristalline, i sentieri sono panorama di natura e storia, intervallandosi tra pinete e percorsi archeo-trekking: in Coppa del Principe e Tombe Duane 0807091995Grotte Scurzilli la vita risale al paleolitico fino a spingersi all’età del ferro con le Necropoli di Monte Saraceno, in cui si incavano 500 necropoli daunie in quella che poi divenne l’antica Apeneste nel 694 a.C. per mano dei Greci. Mattinata per l’appunto. Da qui, le note stele daunie, lastre di pietra che, sormontate da scudi, falli e teste, chiudevano le nicchie funebri rievocando un ritorno alla vita prenatale e alla gloria del vissuto. Sul mare, si sprigionano gli echi di miti e leggende legate a Monte Sacro che, prima di ospitare le orde saracene e il brigantaggio tra le vette dell’abbazia benedettina della Santissima Trinità, fu noto come Monte Dodoneo consacrato al rito di Giove. Oltre a Sperlonga e al suo convento pulsanese di Santo Stefano, gli immensi scenari panoramici di Mattinata coinvolgono anche la Vergine Incoronata, una chiesetta del ‘700 in pietra bianca, meta di suggestive processioni primaverili.
Puglia Mattinata2 Tango7174Più a valle, ad Agnuli, in zona porto, le ville romane diffondono l’antica pratica viticola ed oleifera di Matinum: case patrizie in opus raeticulatum provviste di frantoi e vasche di decantazione, che poste di fianco ad un villaggio di pescatori, ne stanziarono il fulcro urbano fino a quando un maremoto tra XI e XII secolo determinò lo stanziamento dei pochi sopravvissuti nell’attuale Junno, centro storico fulcro dei “pagliai”. Non manca l’eleganza dei Palazzi Barretta e Mantuano che sfoggiano la loro bellezza nel contesto rustico  e semplice delle scalinate e delle piazze in pietra bianca.
Tra masserie ed antiche case di campagna è possibile assaporare la genuinità di Mattinata, gustando le prelibatezze locali in una location che racchiude in un paesaggio multisfaccettato l’entità del Gargano.

Leggi anche: “La spiaggia di Mattinata è tra le 10 più belle d’Italia”

 

Fonte: Mattina

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