Economia

Manfredonia, i pescatori in piazza contro il caro-gasolio: «I costi sono raddoppiati»

Oltre cento operatori al sit-in in piazza Marconi, davanti alla Capitaneria di porto. La marineria sipontina conta circa 140 barche e 300 addetti: «La nostra economia si basa per oltre il 50% sul mare».

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MANFREDONIA – Dopo gli autotrasportatori, anche i pescatori scendono in piazza a Manfredonia per protestare contro il caro-carburante e l’aumento dei costi che mette in difficoltà l’intero comparto. Oltre cento operatori hanno partecipato al sit-in organizzato in piazza Marconi, nei pressi della Capitaneria di porto, per richiamare l’attenzione sulla crisi di una delle principali marinerie pugliesi. «Siamo circa 300 persone e 140 barche. L’economia della città si basa per oltre il 50% sul mare», sottolinea Domenico Carpano, vicepresidente dell’associazione armatori e rappresentante della marineria di Manfredonia.

A pesare soprattutto è il prezzo del gasolio, che ha fatto lievitare le spese di gestione. «Se una barca medio-piccola come la mia prima della guerra faceva un pieno con 4mila euro ogni sei giorni, ora ce ne vogliono esattamente il doppio, circa 8mila euro», spiega Carpano. Per le imbarcazioni più grandi, aggiunge, si arriva a circa 13mila euro ogni sei giorni. Costi sempre più difficili da sostenere, anche perché le uscite in mare sono diminuite. «Dal 13 agosto al 29 settembre non siamo usciti per il fermo biologico», ricorda il rappresentante dei pescatori, evidenziando una crisi che, a suo avviso, era già iniziata prima della guerra e si è aggravata negli ultimi tempi. «Noi, così come gli autotrasportatori e altre categorie, lavoriamo con il gasolio. Senza, il nostro mestiere non esisterebbe», conclude Carpano, sintetizzando le difficoltà di un settore fondamentale per l’economia e l’identità di Manfredonia.

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