L’identikit del dopo-Bonito: “Magari una donna, della scuola, amata dalla città”
"Sono già al lavoro come padre nobile per tenere unito il campo largo. Il candidato sindaco non lo decido io".

Tra sei mesi scade il suo mandato. Eletto il 18 ottobre 2021 alla guida di una coalizione di centrosinistra, Francesco Bonito è al termine del suo percorso a Palazzo di Città.
Intervistato da Telesveva, il primo cittadino ha scelto di non indicare un nome, ma di tracciare con precisione l’identikit di chi, secondo lui, dovrebbe raccogliere la sua eredità.
Bonito si definisce un “padre nobile” e rivendica un ruolo attivo nella costruzione della futura squadra di governo, con un obiettivo dichiarato: riunire e tenere unito il campo largo.
Sul metodo per la scelta del candidato sindaco è categorico: “Non lo decide il sindaco, ma il campo largo”.
Una precisazione che serve anche a rispondere a chi gli attribuisce la volontà di imporre un nome, soprattutto in casa PD, partito a cui lui stesso appartiene. La risposta è tranchant: “Nessuno, a partire dal PD, ha un candidato da proporre. Personalmente mi auguro non sia del PD”.
Poi arriva il passaggio più significativo dell’intervista, quello in cui il sindaco disegna il profilo del suo possibile successore: “Si può discutere di una figura culturale elevata, magari di una donna, magari di qualcuna che possa provenire dal mondo scolastico e che si abbia dimostrato grande impegno associativo e che abbia la simpatia di tutta la città”.
Niente tessere di partito, quindi. Bonito immagina una figura civica, con un alto profilo culturale, radicata nel mondo della scuola e del volontariato, capace di parlare a tutta la città e non solo a una parte politica.
A sei mesi dalla fine del suo mandato iniziato nel 2021, il sindaco avvia così, di fatto, la partita per la successione. Non con un nome, ma con un identikit che sembra già un messaggio politico al campo largo: serve discontinuità, serve una figura nuova, meglio se donna.

