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Manfredonia, 50 anni fa la nube di arsenico: la ferita dell’Enichem resta aperta

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MANFREDONIA – Cinquant’anni dopo, quella domenica mattina del 26 settembre 1976 resta una delle pagine più drammatiche della storia industriale di Manfredonia e dell’intero territorio del Golfo. Alle 9.40 circa, nello stabilimento ANIC di località Macchia, nel territorio di Monte Sant’Angelo e a poca distanza dal quartiere Monticchio, il cedimento della parte superiore di una colonna di lavaggio dell’impianto di produzione dell’ammoniaca provocò una violenta esplosione e la dispersione nell’ambiente di una nube contenente arsenico. Secondo le ricostruzioni disponibili, furono disperse nell’ambiente quantità stimate tra le 10 e le 32 tonnellate di anidride arseniosa, una sostanza altamente tossica. La nube e il particolato si dispersero nell’area circostante, interessando anche il territorio abitato e il quartiere Monticchio.

L’incidente non provocò vittime immediate, ma nei giorni successivi emerse progressivamente la gravità della contaminazione. La sostanza si depositò sul terreno e sulle aree circostanti, mentre le successive analisi evidenziarono la presenza di arsenico nell’ambiente e nei fluidi corporei di lavoratori e residenti. Da quel momento iniziò una storia lunga mezzo secolo, fatta di interrogativi sulla sicurezza industriale, mobilitazioni dei lavoratori e dei cittadini, studi epidemiologici, vertenze giudiziarie e una complessa battaglia per la bonifica dell’area. Il petrolchimico, negli anni successivi, sarebbe diventato prima Enichem e poi oggetto di successive trasformazioni societarie, mentre l’incidente del 1976 rimaneva nella memoria collettiva come il simbolo delle conseguenze di un modello industriale che aveva promesso occupazione e sviluppo.

Mezzo secolo dopo, il capitolo ambientale non è chiuso

Il cinquantenario arriva mentre il tema della bonifica continua a essere al centro dell’attenzione. Il sito industriale di Manfredonia è inserito tra i Siti di interesse nazionale per le bonifiche e, secondo le iniziative e le denunce rilanciate in questi giorni dalle realtà del territorio, permangono criticità ambientali, in particolare nel trattamento delle acque di falda. Anche sul fronte sanitario il tema resta oggetto di studi e discussioni. Le ricerche condotte negli anni hanno analizzato mortalità, ricoveri e possibili effetti dell’esposizione sulla popolazione residente, ma gli stessi studi hanno evidenziato la complessità nel valutare l’evoluzione dello stato di salute della popolazione attraverso indicatori e periodi differenti.

Quattro giorni per ricordare e guardare al futuro

Per il cinquantenario, Manfredonia ha organizzato un programma di iniziative dal titolo “Manfredonia, 50 anni dopo: dalla memoria al futuro”, promosso dalla Casa della Salute e dell’Ambiente e dal Comune. Il programma, articolato in quattro giornate, propone incontri, momenti di confronto e iniziative dedicate alla memoria dell’incidente e alle prospettive ambientali e sanitarie del territorio. Tra gli appuntamenti figura quello di domenica 27 settembre nel chiostro comunale, “La piazza che cura: associazioni, memoria e futuro per Manfredonia”, pensato come momento di partecipazione e confronto sul futuro della comunità.

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