Ambiente

Tutela della biodiversità: l’ateneo cinese Southwest Forestry University in visita al Parco Nazionale del Gargano

La delegazione dell’Ateneo cinese, in Italia per rafforzare la collaborazione con l’Università di Foggia, accolta nella sede dell’Ente Parco a Monte Sant’Angelo. Visite anche al territorio di Monte Sant’Angelo e Mattinata

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MONTE SANT’ANGELO – Il Parco Nazionale del Gargano apre nuove prospettive di confronto e cooperazione internazionale sui temi della tutela ambientale, della biodiversità, della gestione forestale e dello sviluppo sostenibile.

Una delegazione della Southwest Forestry University (SWFU) di Kunming, nella provincia cinese dello Yunnan, è stata accolta presso la sede dell’Ente Parco a Monte Sant’Angelo, nell’ambito della visita istituzionale in Capitanata legata alla collaborazione avviata con l’ Università di Foggia⁠.

La delegazione cinese, guidata dal Presidente del Consiglio di Amministrazione della SWFU, prof. Li Yongqin, è giunta in Italia per consolidare il percorso di cooperazione accademica, scientifica e culturale con l’Ateneo foggiano. Il rapporto era stato avviato durante la missione dell’Università di Foggia in Cina dello scorso aprile, quando era stato formalizzato un memorandum d’intesa con la Southwest Forestry University. Il 25 settembre, a Foggia, sono stati sottoscritti un accordo relativo al programma di cooperazione e una lettera d’intenti, con l’obiettivo di sviluppare percorsi formativi condivisi, mobilità internazionale di studenti e docenti, attività post-laurea e progetti scientifici comuni.  

La presenza della delegazione sul Gargano assume un significato particolare per la forte vocazione scientifica della Southwest Forestry University. L’Ateneo di Kunming ha sviluppato competenze nei campi della silvicoltura, conservazione della biodiversità, protezione delle foreste, gestione delle risorse naturali, studio delle zone umide, architettura del paesaggio ed ecoturismo: ambiti che presentano numerosi punti di contatto con le attività e le esigenze di ricerca di un’area protetta complessa e ricca di biodiversità come il Parco Nazionale del Gargano.

Nella sede di Monte Sant’Angelo sono state illustrate alla delegazione le caratteristiche ambientali e paesaggistiche dell’area protetta e le principali attività svolte dall’Ente. Il confronto ha consentito di porre le basi per possibili future occasioni di collaborazione scientifica e di scambio di esperienze, anche attraverso il rapporto con l’Università di Foggia.

La giornata è proseguita alla scoperta del territorio, con la visita a Monte Sant’Angelo e Mattinata, offrendo agli ospiti cinesi la possibilità di conoscere direttamente un Gargano nel quale patrimonio naturalistico, paesaggio, storia e presenza delle comunità locali costituiscono elementi profondamente interconnessi.

«Per il Parco è un’occasione importante per costruire relazioni con una realtà accademica internazionale che possiede competenze di altissimo interesse per il nostro territorio – sottolinea il Commissario Straordinario del Parco Nazionale del Gargano, Raffaele Di Mauro –. Il Gargano può essere non soltanto un territorio da tutelare, ma anche un grande laboratorio naturale nel quale ricerca scientifica, università e gestione delle aree protette possano confrontarsi e sperimentare nuove soluzioni. Foreste, biodiversità, zone umide e turismo sostenibile sono temi sui quali abbiamo molto da condividere. La collaborazione avviata dall’Università di Foggia con la Southwest Forestry University può rappresentare un ponte importante anche per il nostro Parco e per l’intera Capitanata».

La visita si inserisce infatti in un percorso più ampio nel quale l’internazionalizzazione della ricerca può diventare anche uno strumento di valorizzazione territoriale. La stessa Università di Foggia ha individuato tra gli ambiti di possibile cooperazione con SWFU le scienze agrarie e agroalimentari, la sostenibilità ambientale, la gestione responsabile delle risorse naturali e l’innovazione tecnologica.  

Dal Gargano allo Yunnan, due territori lontani geograficamente ma accomunati dalla straordinaria ricchezza del patrimonio naturale: un dialogo che può trasformarsi in nuove opportunità di conoscenza, ricerca e tutela della biodiversità.

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