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Lockdown e lavoro dei ricercatori: lo studio di Fabrizio Bianchi, biologo di Casa Sollievo

San Giovanni Rotondo – L’emergenza Covid-19 ha colpito duramente la ricerca scientifica contro il cancro: lo dimostra una recente indagine condotta dalla Società Italiana di Cancerologia (SIC) e pubblicata su ESMO open, rivista organo dell’European Society of Medical Oncology (ESMO), che ha indagato come la pandemia ha influito negativamente sulla ricerca in Italia, oltre che sulla prevenzione e sulla diagnosi precoce del cancro.

Lo studio è stato condotto e coordinato da Fabrizio Bianchi, biologo responsabile dell’Unità di Cancer Biomarkers dell’Istituto di Medicina Rigenerativa (ISBReMIT) dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza e membro del consiglio direttivo della SIC.

Lo studio di Casa Sollievo

Nel maggio 2020, la Società Italiana di Cancerologia (SIC) ha avviato un sondaggio tra ricercatori che si occupano di oncologia nelle Università, Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) ed Enti di Ricerca, per analizzare l’attività dei laboratori di ricerca durante il lockdown dovuto al COVID-19 e nei mesi successivi. Al sondaggio hanno risposto 570 ricercatori da 19 regioni italiane.

L’indagine, di cui Casa Sollievo è capofila, ha rivelato che, nei mesi di chiusura obbligatoria, le attività scientifiche hanno subito un brusco rallentamento, con una riduzione del 93,5%, una sospensione del lavoro in presenza totale per il 48% dei partecipanti e parziale per il 36%.

Al termine del lockdown, il 19,5% dei partecipanti non aveva ancora ripreso le attività di ricerca e nell’85% dei casi è stato organizzato un sistema di turnazione per ricominciare.

Redazione

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