Politica

Il Governo impugna la legge pugliese sull’acqua pubblica

La legge approvata a marzo scorso dal Consiglio regionale garantiva la gestione del servizio idrico integrato da parte dei Comuni Pugliesi. Emiliano: "Un atto di guerra"

ROMA – Il governo nazionale ha impugnato la legge approvata a marzo scorso dal Consiglio regionale pugliese che sanciva la gestione pubblica dell’Acquedotto Pugliese, consentendo l’ingresso dei Comuni nel capitale sociale dell’azienda. Laelgge è stata approvata all’unanimità dall’assemblea dei Comuni Anci e a larghissima maggioranza, anche col voto di alcune forze di opposizione, dal Consiglio regionale della Puglia. Il presupposto in base al quale la legge viene impugnata, segnalato dalll’Autorità della concorrenza,  è che affidare il servizio idrico integrato ai Comuni pugliesi e non metterlo a gara, potrebbe avere dei profili di incompatibilità con le previsioni comunitarie in tema di concorrenza.

“Il presupposto in base al quale la legge viene impugnata – si legge in una nota della Regione che dà notizia dell’impugnazione – è che affidare il servizio idrico integrato ai Comuni pugliesi e non metterlo a gara, potrebbe avere dei profili di incompatibilità con le previsioni comunitarie in tema di concorrenza”. Legge varata, ricorda ancora la Regione, “in ossequio al vittorioso referendum sull’acqua pubblica del 2011” e approvata “all’unanimità dalla assemblea dei Comuni Anci e a larghissima maggioranza, anche col voto di alcune forze di opposizione, dal Consiglio Regionale della Puglia”.

«L’atto del governo – ha dichiarato il presidente Michele Emiliano – è una vera e propria dichiarazione di guerra nei confronti dei cittadini pugliesi e italiani che credono nella proprietà pubblica dell’acqua».

Vincenzo D'Errico

Giornalista professionista e scrittore, impegnato a lungo nell’emittenza locale, collaboratore del quotidiano L’Edicola del Sud, direttore della Rivista Filosofia dei Diritti Umani / Philosophy of Human Rights.

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