Cultura

Herdonia riapre dopo l’incendio: la “Pompei di Puglia” torna a raccontare duemila anni di storia

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ORDONA – Dopo l’incendio del 10 settembre, il sito archeologico di Herdonia è nuovamente accessibile ai visitatori. Sulla collina alle porte di Ordona, tra le campagne del Tavoliere, riaffiorano le tracce di una città che attraversa quasi duemila anni di storia e che, per la straordinaria quantità di strutture ancora leggibili, è conosciuta come la “Pompei di Puglia”.

Herdonia fu un importante centro della civiltà daunia e raggiunse il suo massimo sviluppo in epoca romana, arrivando a contare circa 10mila abitanti. Del centro urbano restano il Foro, la basilica, templi, terme, botteghe e l’anfiteatro, mentre fuori dalle mura si estendeva una grande necropoli. La sua posizione strategica, lungo importanti direttrici commerciali e successivamente vicino alla Via Traiana, ne favorì la crescita. La zona fu inoltre teatro di due battaglie della seconda guerra punica e del passaggio di Annibale.

Frequentata già dall’età del Bronzo, Herdonia continuò a vivere anche dopo la caduta dell’Impero romano, fino al progressivo abbandono tra XIV e XV secolo. Rimasta sepolta per secoli, tornò alla luce nel Novecento grazie agli scavi avviati nel 1962 dall’archeologo belga Joseph Mertens e proseguiti dagli anni Novanta dall’Università con le ricerche coordinate dal professor Giuliano Volpe.

Oggi il sito conserva intatto il suo fascino, ma anche le sue fragilità. La vegetazione, gli agenti atmosferici e la sospensione degli scavi rendono necessarie manutenzione e interventi di conservazione. L’incendio di settembre ha nuovamente richiamato l’attenzione sulla necessità di tutelare un patrimonio archeologico di grande valore.

La riapertura restituisce così Herdonia ai visitatori: una città ancora in parte nascosta sotto la terra del Tavoliere, ma capace di raccontare, attraverso le sue pietre, commerci, guerre, vita quotidiana e trasformazioni di oltre duemila anni di storia.

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