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Foggia, scuole di danza chiuse: “A cosa è servito il nostro impegno?”. La riflessione di Lucia Fiore di Spazio Danza

Foggia – Con l’ultimo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte, anche le scuole di danza hanno dovuto tirare giù le saracinesche e, dopo tanti sforzi tra mascherine, gel igienizzanti e investimenti economici, si sono viste costrette, nuovamente, a chiudere.

La danza italiana è un’eccellenza nel mondo e sono tantissime le scuole di danza disseminate sul territorio nazionale, luoghi che rappresentano linfa vitale per piccoli e grandi ballerini che ripongono in questa magnifica disciplina i loro sogni.

La danza è vita e ossigeno per tanti danzatori, valvola di sfogo e passione che in un momento così buio come quello che stiamo attraversando può rappresentare una vera e propria ancora alla quale aggrapparsi, una luce di speranza e di libertà.

Abbiamo voluto raccogliere lo sfogo di un’insegnante di danza della nostra città, Lucia Fiore. Da oltre trent’anni Lucia dirige la scuola Spazio Danza nel cuore della città, una scuola che da quarant’anni insegna quotidianamente diversi stili di danza grazie alla presenza di brillanti professionisti.

A Spazio Danza le lezioni sono iniziate il 16 settembre osservando tutte le misure anti-Covid necessarie. Bollini, mascherine, gel e persino un purificatore/sanificatore d’aria in grado di inattivare la carica virale infettiva del Sars-Cov-2.

“‘L’arte è essenziale e le scuole di danza esistono‘ questo lo slogan dei lavoratori dello spettacolo che hanno manifestato in tutta Italia per esprimere il proprio dissenso contro i recenti provvedimenti che vedono duramente colpite la cultura, danza, il teatro e le diverse figure professionali che convergono in questi settori.

Sono Lucia Fiore, un’insegnante di Foggia e da oltre trent’anni dirigo la scuola Spazio Danza. In Italia sono 30mila le scuole di danza private, realtà territoriali che svolgono attività formative di straordinaria importanza per bambini e ragazzi dal punto di vista culturale, psico-fisico e artistico – inizia così lo sfogo di Lucia che ha dovuto abbassare troppo presto le saracinesche della sua amata scuola -.

Da quando abbiamo ripreso le attività, noi insegnanti abbiamo sempre applicato alla lettera tutti i protocolli sanitari anti-Covid, avendo nel nostro interno regole rigide e discipline ferree.

Accogliamo i nostri allievi in ambienti salubri, sicuri e completamente igienizzati, rispettando la distanza e tutto il resto. Quindi oltre alle spese di sanificazione, bollini, plexiglass, termoscanner, gel e prodotti igienizzanti, abbiamo dovuto subire la chiusura delle scuole”.

E aggiunge: “Personalmente ho investito più del dovuto acquistando un sanificatore specifico per il Covid. Un sanificatore della Nano-hub recensito da Il Corriere della sera, Il Sole24ore, Panorama e da tutte le più importanti testate giornalistiche nazionali.

Infatti, la scuola di Spazio Danza è ad oggi una delle pochissime scuole in Italia ad aver installato un purificatore/sanificatore testato presso “l’Unità di Patogenesi Virale e Biosicurezza” dell’ospedale San Raffaele di Milano, con un nuovo filtro composto da un modernissimo reattore fotocatalitico
in grado di inattivare la carica virale infettiva del SARS-COV-2.

È spiacevole considerare che, malgrado il nostro impegno, il governo non abbia considerato la danza, e l’arte in generale,quello che incautamente ha denominato “non essenziale” è lavoro a tutti gli effetti.

Lasciamo che i nostri giovani occupino le palestre, lasciamoli danzare nel rispetto delle regole e la danza sarà espressione libera e profonda della loro anima. E come disse Vicki Baum ‘Ci sono scorciatoie per la felicità e la danza è una di queste‘”, conclude Lucia Fiore.

La danza non si può fermare, è arte non sport. Praticare danza, in sicurezza, vuol dire esprimere con corpo e anima sentimenti, emozioni ed energia, togliere questa possibilità ai ragazzi è davvero ingiusto e rappresenta un danno gravissimo. La danza è cultura, dove finiremo senza cultura?

Annarita Correra

Mi chiamo Annarita Correra, ho 27 anni e amo raccontare storie. Credo che la bellezza salverà il mondo e per questo la cerco e la inseguo nella mia terra, la più bella del mondo. L’amore per la letteratura mi ha portato a conseguire la laurea triennale in Lettere Moderne e quella magistrale in Filologia Moderna. Ho collaborato con riviste online culturali, raccontando con interviste e reportage le bellezze pugliesi. La mia avventura con Foggia Reporter é iniziata cinque anni fa. Da un anno curo la linea editoriale del giornale, cercando di raccontare la città e la sua provincia in modo inedito, dando voce e spazio alla cultura e alle nostre radici. Mi occupo di web editor e creo contenuti digitali, gestisco la pagina Instagram del giornale raccogliendo e raccontando le immagini più belle delle nostra terra.

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