Attualità

Scompaiono le scritte che ricordano le vittime della mafia foggiana. La riflessione dei ragazzi di sFoggia

Foggia – Ricordate quando vi abbia parlato del giovanissimo progetto giornalistico del territorio sFoggia? Ecco, tra i loro progetti, ce n’è uno in particolare che ha riscosso molto successo (tanto che ne hanno parlato anche giornali di rilevanza nazionale): “Siamo tutti colpevoli“, un reportage di denunce contro la mafia e  per ricordate le vittime che miete quotidianamente nel nostro territorio.

Questo progetto fu ispirato dall’apparizione di alcune scritte presenti in città, fatte da un autore anonimo, che riportavano i nomi delle vittime innocenti della mafia foggiana.

Ebbene, queste scritte sono scomparse misteriosamente qualche giorno fa, precisamente il 24. Lo sdegno dell’opinione pubblica è stato piuttosto unanime. Oltre al pensiero condiviso dai ragazzi di sFoggia sulle loro piattaforme online, si leggono anche altri post su Facebook che esprimono il disappunto nella sparizione di queste scritte come quello di Daniela Marcone dell’associazione Libera Foggia che scrive “che amarezza: cancellare questi nomi ci rende più poveri.

Abbiamo invece bisogno di ricordare questi nomi e le loro storie, che ci aiutano anche a ricostruire la storia della nostra città”. Conclude poi speranzosa dicendo “ci saranno spazi i cui nomi delle vittime innocenti delle mafie potranno comparire di nuovo, consapevoli che con la bellezza si possono sconfiggere le mafie e la subcultura mafiosa”.

Abbiamo pensato che fosse giusto sentire in maniera più approfondita anche il parere di chi ha reso in un certo senso popolare la presenza di queste scritte, ovvero i ragazzi di sFoggia che hanno risposto ad alcune nostre domande.

Quando siete venuti a sapere dell’avvenimento?

Domenica abbiamo visto osannare l’articolo di FoggiaToday in un gruppo Facebook e abbiamo subito pensato quanto ci facesse male vedere ignorata la visibile macchia rossa dietro, che cancellava i nomi dei fratelli Luciani.

Qual è stata la vostra reazione a ciò?

Abbiamo subito pensato di voler comunicare quanto, da ragazzini, ci sentissimo sconfitti e senza parole, quindi disarmati di fronte all’esercito di chi non vede un futuro per l’ultima città d’Italia.

Che significato avevano per voi e per la nostra città quelle scritte?

Come dicemmo nell’articolo che ci vedeva tutti colpevoli, quei nomi sotto i nostri piedi rappresentavano la messa in scena delle nostre colpe. Era un modo, crediamo, per farci vedere e rivedere quei nomi fino al giorno della nostra di morte, perché non passassero più inosservati. Vederli ora cancellati in più punti di Foggia (Piazza Mercato e scalinata di Via Nigri) ci inonda di sconforto.

Perché qualcuno farebbe una cosa del genere?

Difficile da contastare, non abbiamo idea di chi possa essere stato. Confidando nella buonafede di chi voleva omaggiare Federico II, ipotizziamo una “semplice” ingenuità da parte di questa o queste persone, seppur ugualmente condannabili. Volendo essere pessimisti, abbiamo il timore che a qualcuno desse fastidio. Ma chi? Abitanti della zona? Non lo sappiamo.

Cosa vorreste fare ora in seguito a ciò?

Con il supporto della Società Civile abbiamo inviato una Pec al comune, chiedendo di poterle far fare da un writer in più punti della città. Aspettiamo una loro risposta confidando nella loro volontà di portare avanti un’idea del genere.

Vincenzo Maddalena

20 anni. Studente di lettere moderne all’Università degli Studi di Foggia. Appassionato di libri, musica, serie tv e film. Come obiettivo principale mi pongo sempre quello di far conoscere realtà, idee diverse e interessanti di cui non si parla molto o se ne parla in maniera disinformata. Speranzoso soprattutto di continuare questo percorso giornalistico con buoni risultati.
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