Cultura e territorio

“Elogio alla terra di Capitanata”, la facciata del palazzo di Agraria di Foggia si colora con l’opera di Viola Gesmundo

Foggia – Un mix di colori, valori e tradizioni nell’illustrazione che anima da alcuni giorni la facciata del palazzo della Facoltà di Agraria a Foggia realizzata dall’artista Viola Gesmundo. Elogio alla terra di Capitanata“, questo il titolo del murales che ha lo scopo di potenziare il patrimonio culturale e realizzare un museo a cielo aperto tramite la realtà aumentata.

“Il Dipartimento di Agraria si trova in via Napoli 25, una zona periferica della città che presenta pochi servizi ed elementi di interesse. Si è pensato, quindi, di rigenerare l’area universitaria per renderla meta di tour sulla street art in cui l’edificio universitario può diventare un elemento di un futuro museo a cielo aperto”, spiega l’artista che ha poi fatto il punto degli obiettivi principali del suo progetto.
“La progettazione e realizzazione dell’intervento ha come obiettivo la creazione di un hub artistico che faccia da stimolo fisico e sociale per valorizzare una importante sede dell’università di Foggia, un’università al passo coi tempi, uno spazio accogliente che incoraggi l’esplorazione, la positività e la sensibilità”. Un progetto ambizioso, quindi, che mira a valorizzare il territorio unendo cultura, arte e territorialità.

“Avrei dovuto aspettare prima di pubblicare l’immagine finale del mio ultimo lavoro qui a Foggia ma visti gli eventi non ce l’ho fatta. Questa città e noi tutti abbiamo bisogno di cose positive e belle, per ognuno la bellezza è qualcosa di soggettivo ma a volte condivisibile – scrive l’artista sulla sua pagina Facebook presentando il suo ultimo lavoro sulla facciata del Dipartimento di Scienze Agrarie, degli Alimenti, Risorse Naturali e Ingegneria -.

Il comune di Foggia è stato sciolto per infiltrazioni mafiose. La notizia è ufficiale ed è di ieri, chi è nato qui come me la mafia l’ha sentita sin da piccola, è qualcosa che non si può spiegare a chi non è cresciuto in sta città, è una scia nera che aleggia tra le cose e le persone e che le infetta, le persone qui ci provano, noi ci proviamo e ce la faremo ad uscire da questa situazione ne sono certa.

La mia opera descrive le cose belle ed i colori di questa terra e le vuole valorizzare. La capitanata è campi di grano, campi di pomodori e di ulivi, la capitanata è bellezza e sono queste le cose belle che vogliamo vedere”.

Viola Gesmundo è nata a Foggia, si è laureata in architettura presso il Politecnico di Torino nel 2014. Attualmente vive tra Torino e Rotterdam in Olanda. Per le sue straordinarie opere Viola prende ispirazione dalle persone e dalle città. Il suo ultimo lavoro è un vero e proprio elogio alla Capitanata, al suo lavoro, alle sue potenzialità e alla sua grande manodopera. L’opera muraria realizzata a Foggia sulla facciata del palazzo di Agraria rientra nel programma STHAR-LAB della Regione Puglia. Por Puglia 2014-2020-AsseVI-Azioe6.7–“Procedura negoziale per la selezione di interventi di potenziamento dell’offerta dei bene del patrimonio culturale attraverso la realizzazione di opere e servizi di Street art”, Cartapuglia.

“Elogio alla terra di Capitanata”: tra mito e innovazione

L’artista ha spiegato il tema della sua opera. “(Dafne, figlia di Gea e del fiume Peneo (o secondo altri del fiume Lacone), era una giovane e deliziosa ninfa che viveva serena passando il suo tempo a deliziarsi della quiete dei boschi e del piacere della caccia, la sua vita fu stravolta dal capriccio di due divinità: Apollo ed Eros.

Racconta la leggenda che Apollo, fiero di avere ucciso il mostruoso serpente Pitone, incontrato Eros mentre era intendo a forgiare un nuovo arco, si burlò di lui e del fatto che non avesse mai compiuto delle azioni degne di gloria. Il dio dell’amore, profondamente ferito dalle parole di Apollo, volò in cima al monte Parnaso e lì preparò la sua vendetta: prese due frecce, una ben acuminata e dorata, destinata a far nascere la passione e che scagliò con violenza nel cuore di Apollo ed  un’altra, spuntata e di piombo, destinata a respingere l’amore, che lanciò nel cuore
di Dafne.

Da quel giorno Apollo iniziò a vagare disperatamente per i boschi alla ricerca della
ninfa, fino a quando non riuscì a trovarla. Alla sua vista Dafne, scappò impaurita e a nulla valsero le suppliche del dio che gridava il suo amore e le sue origini divine per cercare di impressionare la giovane fanciulla. Dafne, terrorizzata, scappava tra i boschi. Accortasi però che la sua corsa era vana, in quanto Apollo la stava per raggiungere, invocò la madre Gea, pregandola di mutare il suo aspetto che tanto dolore e paura le stava procurando.

La madre Gea, ascoltò la sua preghiera e così iniziò a rallentare la corsa della figlia
fino a fermarla e a trasformare il suo corpo: i suoi capelli si mutarono in fronde
leggere; le sue braccia si levarono alte verso il cielo diventando flessibili rami, il suo
corpo aggraziato si ricoprì di corteccia, i suoi delicati piedi si tramutarono in robuste
radici ed il suo volto, rigato di lacrime, svaniva nella cima dell’albero. Dafne si era
trasformata in un leggiadro e forte albero che prese il nome di LAURO (dal greco
dafne = lauro).

La trasformazione era avvenuta sotto gli occhi di Apollo che disperato, abbracciava il tronco nella speranza di riuscire a ritrovare la dolce Dafne. Alla fine il dio, considerati inutili i suoi tentativi, proclamò a gran voce che la pianta dell’alloro sarebbe stata sacra al suo culto e segno di gloria da porsi sul capo dei vincitori.

Così ancor oggi, in ricordo di Dafne, si è solito proclamare i migliori fra gli uomini,
quelli capaci d’imprese esaltanti, con il capo cinto da una corona d’alloro). Elemento importante dell’opera è proprio il riferimento a Dafne, nuovo nome della Facoltà di Agraria. Ispirandosi al mito, l’intervento pittorico in questione, che riguarda la facciata della facoltà, vuole valorizzare la metamorfosi dell’edificio stesso da ex orfanotrofio a università. L’intervento pittorico presenterà i simboli della Capitanata e, nascosti tra gli elementi naturali, rappresenterà degli occhi”.

L’intervento artistico si modificherà grazie al supporto dell’AR- Realtà aumentata, basterà scaricare un’app inquadrare il disegno con un qualsiasi device e il lavoro prenderà vita, comparirà una donna, Dafne, tra gli allori, pomodori, grano, olive e cotone. Quindi, reinterpretando il mito greco, la ninfa, contestualizzata in Capitanata, si trasformerà in alloro, spighe, ulivi e pomodori. “Il tema dell’opera è in generale la natura, da sempre portatrice di benessere. Gli elementi naturali come frutti e piante saranno disegnati in grandi dimensioni e con l’utilizzo di texture e pattern, così da invogliare i fruitori ma anche i passanti a fermarsi per esplorare l’opera in tutta la sua lunghezza – continua l’artista per spiegare la sua opera -.

Si è scelto questa tema in quanto il prendersi cura della natura e delle piante può essere assimilabile al prendersi cura delle persone. Studi di psicologia e sociologia hanno da tempo identificato una chiara connessione tra arte, cultura e creatività in genere e stato mentale. L’arte è considerata terapeutica ed è molto utilizzata soprattutto in Nord Europa a supporto del percorso di cura tradizionale. Dall’immaginario del sud si sono privilegiati elementi quali il pomodoro, il grano, il
verde dei campi e delle distese di ulivi e della coltivazione del riso, dal passato il cotone.

I colori scelti per l’opera

I colori scelti hanno delle connotazioni precise: il rosso, il colore del tramonto, dei campi di papaveri e soprattutto dei pomodori. Rosso è anche il colore della sofferenza legato alla nostra terra, alle tragedie legate  alla “schiavitù” nelle piantagioni di pomodoro dei cosiddetti “schiavi del terzo
millennio”. Il verde è quello delle piante e in particolar modo dell’alloro, pianta di riferimento per la Metamorfosi di Dafne, è anche quello del “verde Murgia”, che caratterizza le nostre distese di ulivi, piante secolari uniche al mondo, belle da vedere con i suoi frutti, le olive, dai quali si ricava l’oro della Puglia: l’olio.

Le distese di verde nel Tavoliere sono spesso scenari di film anche internazionali. Il giallo è un altro colore che caratterizza la Puglia, il sole che illumina il nostro cammino, è come una bussola al quale rivolgere sempre lo sguardo anche dopo il buio. Il giallo è il colore della positività e della luminosità anche dopo le tempeste, è il colore delle nostre piantagioni di grano, folte e produttive.

Il bianco è il colore del candore del cotone che un tempo si coltivava e soprattutto delle piantagioni di riso, cibo considerato divino, simbolo di fertilità e abbondanza. La coltivazione del riso è un ottimo esempio di quella cultura del territorio necessaria a contrastare gli emergenti problemi ambientali spesso correlati ai cambiamenti climatici. Le risaie grazie al riutilizzo della stessa acqua più volte, rappresentano la coltura che meglio ottimizza l’uso della risorsa idrica con irrigazione tradizionale.

Interventi svolti per la produzione dell’opera

Gli interventi di Street Art interessano/consistono in:

– MURALE sulla facciata, una sorta di copertina dell’università. Il murale darà rilievo alla facoltà e farà subito intendere attraverso l’illustrazione lo scopo dell’edifico. Sarà descritto il concetto di metamorfosi della Capitanata e dell’università. Il blocco in oggetto ha cambiato diverse funzioni nel corso degli anni a partire da orfanotrofio ed infine sede universitaria, fino ad essere modificato con un cappotto in lamiera. Sono stati utilizzate pitture all’acqua con bassa emissione di Composti Organici Volatili (COV) per minimizzare gli inquinanti nell’atmosfera.

– Progettazione SEGNALETICA ORIZZONTALE, quindi land-art o arte del paesaggio, che consisterà in una decorazione su pavimentazione dall’ingresso dell’edificio fino all’ingresso del murale, segnerà una sorta di “fil rouge” ed invoglierà le persone a seguirlo per esplorare il contenuto dell’opera nel suo insieme.

– REALTÀ AUMENTATA sulla parete con murale e segnaletica orizzontale. Attraverso questa tecnologia vengono sfruttati i display dei telefoni o device con internet per implementare il valore dell’opera. Il disegno presente nella parte centrale della facciata prenderà vita e si scopriranno informazioni in più con un’animazione fatta ad hoc.

-Inserimento del progetto nel MAUA-Museo Arte Urbana Aumentata

– VIDEO del work in progress ed evento finale come testimonianza del lavoro svolto

Redazione

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