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Foggia, maxi installazione alle porte della città in ricordo dei 16 braccianti morti due anni fa

Foggia – Finalmente è stata realizzata l’ultima opera di Alessandro Tricarico, “Solo braccia“, un enorme totem con un importanissimo messaggio sociale.

Con il sostegno dell’organizzazione umanitaria Intersos, il giovane fotoreporter foggiano inizierà i lavori per installare una gigantografia sui silos dell’ex stabilimento Casillo, alla periferia di Foggia, “su di una parete dove nessuno potrà voltare lo sguardo.

In un luogo dove un anno fa, per puro divertimento, alcuni braccianti sono stati presi a sassate all’alba, mentre andavano a lavoro in bicicletta, da due ragazzini foggiani che non avevano di meglio da fare”, affermava l’artista un mese fa poco prima di iniziare i lavori.

L’opera vuole ricordare la tragica morte di 16 braccianti avvenuta due anni fa. Il 6 agosto di due anni fa 12 braccianti persero la vita in un terribile incidente, in località Ripalta, mentre tornavano a casa dopo una lunga e faticosa giornata nei campi.

Due giorni prima, un altro incidente era costato la vita ad altri 4 braccianti stranieri lungo la provinciale tra Ascoli Satriano e Castelluccio dei Sauri. In totale morirono 16 braccianti, ragazzi e uomini pieni di sogni e di speranza, con una storia e un futuro ancora da scrivere.

Alessandro ha raffigurato braccia lunghe circa 30 metri ritratta mentre raccolgono pomodori e la sua opera si intitolerà “Solo braccia”, ricordando la frase dello scrittore svizzero Max Frisch che trent’anni fa, parlando dei migranti italiani in Svizzera, disse: “Volevamo braccia, sono arrivati esseri umani”.

Una denuncia, un ricordo, un grido di dolore per non dimenticare. L’opera sarà completata nei prossimi giorni e noi non vedimo l’ora di ammirarla alle porte della città, lì dove quelle braccia non potranno essere invisibili.

“Un totem all’ingresso di Foggia. Forse il luogo più trafficato da chi ha un legame più o meno stretto con questa città. Realizzato in ricordo dei 16 braccianti morti due anni fa, con un’immagine che rappresenta l’ultimo gesto che hanno compiuto poco prima di morire.

Oltre 700 pannelli per un totale di quasi 800m2. Di questa stampa resteranno presto solo pochi brandelli cullati dal vento, proprio come le parole di questa eterna campagna elettorale. Si dice che “alle cose piace succedere” e, difatti, sono successe. La pioggia prima e il caldo poi ci ha fatto rimandare di un mese i lavori”, ha scritto poco fa Alessandro Tricarico sul suo profilo Facebook presentando la sua ultima creazione.

E ha poi continuato: “In questo mese è successo che il sindaco di questa città, la mia città, sia passato in quota lega nord ed abbia “consegnato nelle mani” del suo capo di partito la suddetta città. La mia città. E allora anche io, che non sono nessuno, consegno questa città nelle mani spaccate di tutti i braccianti, nelle mani protese delle zingare fuori dai supermercati, in quelle delle puttane sfruttate in via bari e via san severo, che salutano i conducenti e richiamano le auto, a quelle dei barboni che si sfregano l’un l’altra dal freddo fino a consumarsi per cercare un po’ di calore”.

E aggiunge: “La consegno in tutte quelle mani che stringono ancora un briciolo di dignità, nella buona o nella cattiva sorte. Perchè questa terra appartiene a chi la accarezza e non a chi se ne riempie le tasche per poi tirarla fuori all’occorrenza di comizio in comizio.

Grazie infinite ad Intersos per aver creduto in me e nella mia squadra e per aver contribuito alla realizzazione di quest’opera”, conclude Tricarico.

Annarita Correra

Mi chiamo Annarita Correra, ho 27 anni e amo raccontare storie. Credo che la bellezza salverà il mondo e per questo la cerco e la inseguo nella mia terra, la più bella del mondo. L’amore per la letteratura mi ha portato a conseguire la laurea triennale in Lettere Moderne e quella magistrale in Filologia Moderna. Ho collaborato con riviste online culturali, raccontando con interviste e reportage le bellezze pugliesi. La mia avventura con Foggia Reporter é iniziata cinque anni fa. Da un anno curo la linea editoriale del giornale, cercando di raccontare la città e la sua provincia in modo inedito, dando voce e spazio alla cultura e alle nostre radici. Mi occupo di web editor e creo contenuti digitali, gestisco la pagina Instagram del giornale raccogliendo e raccontando le immagini più belle delle nostra terra.

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