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Lavori a Parco San Felice, assessore Cangelli: “A Foggia c’è ancora chi preferisce l’immobilismo all’azione”

Foggia – “Trovo del tutto incomprensibile e strumentale la recente polemica sui lavori per la funzionalizzazione di un’area per lo sport e il tempo libero all’interno di Parco San Felice, per il presunto consumo di suolo che da questi deriverebbe“. Inizia così la dichiarazione dell’assessore al Legale e Contenzioso, Sergio Cangelli.

Premesso che, sin dal 2016, questa Amministrazione si è impegnata, dapprima con un atto di indirizzo della Giunta e successivamente con un bando pubblico, a ripristinare il campo di calcetto e l’area circostante del Parco, che versavano in uno stato di totale abbandono.

La procedura, tuttavia, a causa della rinuncia da parte del primo assegnatario, si è conclusa solo nel 2019, mentre l’autorizzazione ad iniziare i lavori è pervenuta all’ente solo nel 2020. Si tratta di lavori per diverse centinaia di migliaia di euro che l’associazione assegnataria effettuerà a proprie e spese, oltre a garantire al Comune un canone concessorio di oltre quattromila euro per otto anni; tali lavori prevederanno, oltre alla recinzione dell’area, già recintata su un lato, il ripristino del campo di calcetto e la realizzazione degli spogliatoi; un’area ludica per bambini; un’area fitness e un’area ristoro.

Non si tratta, quindi, né di una cementificazione né tantomeno di una limitazione della fruizione pubblica della zona, come subdolamente si è voluto far credere. La presenza della recinzione, infatti, ha l’esclusivo fine di garantire gli ingressi e la sicurezza degli utenti, tra i quali si auspica che ci saranno molti bambini, oltre che evitare la possibile vandalizzazione delle strutture.

Del resto, non mi sembra che l’area confinante, denominata Parcocittà, definita soluzione virtuosa ed esemplare da questi stessi novelli detrattori, sia priva di recinzione, per cui non si comprende il perché, ma lo si intuisce facilmente, quella stessa recinzione rappresenti dapprima un vantaggio e poi un limite.

La realtà è che in questa città c’è ancora chi preferisce l’immobilismo all’azione, e che preferisce un’area inutilizzata e vandalizzata rispetto a un’area finalmente restituita alla sua effettiva vocazione, che, con buona pace dei polemisti a senso unico, è quella di essere luogo ideale di ritrovo per cittadini di ogni età che vogliono trascorrere il loro tempo libero in totale sicurezza“.

Redazione

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