Cronaca

Quale futuro per parco San Felice? Un ettaro destinato a un campo da calcetto, WWF: “Foggia ha bisogno di alberi”

Foggia – Parco San Felice è un’area pubblica di poco più di 5,5 ettari e di 1 km di perimetro da sempre considerata come il “polmone verde” della città di Foggia. E’ caratterizzato da una scarsa e confusa alberatura (essenzialmente perimetrale, costituita principalmente da cipressi dell’Arizona e pino d’Aleppo) e da ampi prati.

Da sempre è stato trascurato dalle varie amministrazioni foggiane (questo è facilmente verificabile dal degrado “storico” visibile nell’area come le panchine rotte, l’arredo urbano e le aree gioco non manutenute e/o vandalizzate, tombini scoperti, rifiuti etc. ma anche da casi di abusivismo etc.) – scrivono dal WWF Foggia -. Sempre dimenticato tranne quando arriva il momento di utilizzare finanziamenti pubblici. Finanziamenti pubblici che nel giro di 15 anni hanno portato alla perdita di circa un ettaro di area verde disponibile in favore del cemento.

Proprio l’area che oggi è identificata con il nome di “Parcocittà” è il simbolo emblematico della storia di questa area. Infatti quando fu realizzata la stessa amministrazione probabilmente non aveva neanche l’idea del suo fine, tanto che fu subito abbandonata, vandalizzata ed occupata da abusivi per vari scopi tanto da apparire spesso nelle cronache della città.

Nel 2016 avvenne il miracolo, Parcocittà risorse quando un gruppo di associazioni volenterose e ispirate lo trasformarono in uno dei fiori all’occhiello della cultura foggiana organizzando attività per adulti e bambini di elevato spessore culturale.

Nel 2021, nonostante le precedenti privazioni ed esperienze, assisteremo alla perdita di un altro ettaro di area pubblica, pensate un po’ in favore di un impianto sportivo o meglio di un campo di calcetto che sarà gestito da privati! Così dagli originari 5,5 ettari di verde urbano del parco disponibile per i cittadini foggiani nel giro di pochi anni finiremo con l’avere a disposizione poco più della metà della sua superficie originaria“.

Stiamo assistendo – spiega il Presidente del WWF Foggia Maurizio Marrese – ad un rarissimo caso di “consumo di suolo” in ambito urbano, ove il verde urbano viene trasformato in “struttura” (fra l’altro dandola in gestione a privati e quindi togliendo spazio vitale ai cittadini). Inoltre, lo chiediamo provocatoriamente “Foggia o quel quartiere hanno bisogno di ulteriori campi di calcetto privati?”, noi pensiamo di no.

Noi del WWF di Foggia siamo disponibili a sederci intorno ad un tavolo con tutti i portatori di interesse per proporre soluzioni alternative, idee originali ma soprattutto per creare una visione nuova di questo parco (che purtroppo sta diventando una piazza cementificata); Foggia ha bisogno di alberi, di prati e di tutti quei servizi ecosistemici che solo un parco urbano può fornire ad una città fin troppo “grigia” come Foggia.

Infatti dall’ultimo report sulla biodiversità nelle aree urbane del WWF emerge chiaramente che città e natura non devono essere considerate come entità separate, ma parti integrate in un unico organismo vivente in cui “il verde” è indispensabile per garantire la qualità della vita, la salute, il benessere psicologico etc.

Mentre il mondo va verso il noto “New Deal for Nature and People”, un nuovo patto per garantire il futuro del Pianeta che considera anche il verde pubblico come un bene comune, purtroppo la nostra città anacronisticamente riduce il verde cittadino, abbatte gli alberi (ma non li rimpiazza) etc.

Noi del WWF Foggia, ci uniamo al coro di dissenso mostrato da molti cittadini e dall’associazione “Società Civile”, quindi disapproviamo fortemente quanto già previsto dall’amministrazione di questa città ed invitiamo le forze politiche a “chiedere conto” per quanto sta accadendo“.

Redazione

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