Foggia, il cemento avanza: consumati oltre 4.000 ettari di suolo. In un anno altri 12 ettari cancellati
Il rapporto SNPA invita le amministrazioni locali ad abbandonare la logica dell’espansione edilizia e a puntare sulla rigenerazione urbana.

FOGGIA – Cresce ancora il consumo di suolo nel capoluogo dauno. È quanto emerge dal nuovo Rapporto 2025 del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), che fotografa una situazione preoccupante per Foggia e per l’intera provincia.
Nel territorio comunale risultano già artificializzati 4.090 ettari, pari a oltre l’8% della superficie complessiva. Solo nell’ultimo anno – tra il 2022 e il 2023 – sono stati coperti dal cemento altri 12 ettari, un incremento che conferma la crescita costante delle superfici impermeabilizzate. Ogni cittadino foggiano “occupa” oggi mediamente 280 metri quadrati di suolo consumato, un dato superiore rispetto a molte altre città pugliesi di pari dimensioni.
Il fenomeno non riguarda solo il capoluogo. Secondo il rapporto, nella provincia di Foggia il suolo consumato complessivo ha raggiunto quota 28.149 ettari, pari al 4,04% della superficie territoriale. Numeri che collocano la Capitanata tra le aree più esposte della regione. A livello regionale, la Puglia conta 160.004 ettari di suolo artificiale, corrispondenti all’8,27% del territorio, mentre a livello nazionale si registra un nuovo record negativo: 84 chilometri quadrati di nuove superfici impermeabilizzate in un solo anno.
Dietro i numeri, ci sono conseguenze dirette sull’ambiente e sulla vita quotidiana dei cittadini. La continua espansione del costruito provoca infatti perdita di aree agricole e naturali, riduzione della capacità di drenaggio del terreno e aumento del rischio di allagamenti e dissesti idrogeologici.
Le città diventano più calde e meno vivibili, con microclimi urbani sempre più critici e una progressiva riduzione delle zone verdi. Il rapporto SNPA invita le amministrazioni locali ad abbandonare la logica dell’espansione edilizia e a puntare sulla rigenerazione urbana. Per Foggia, questo significa investire nel recupero delle aree dismesse, nella riqualificazione energetica degli edifici e nella creazione di nuovi spazi verdi. La sfida è aperta: bloccare il consumo netto di suolo e trasformare le aree già compromesse in opportunità di sviluppo sostenibile.
Per Foggia e la Capitanata, frenare la cementificazione non è più solo una questione ambientale, ma una necessità per la sicurezza, la salute e la qualità della vita dei cittadini.

