Cultura e territorio

Sonorità anni 80 e tanta voglia di guardare oltre le paure del nostro tempo: la band foggiana Keplero si racconta

Foggia – Dopo avervi parlato di Luca Gaudiano, oggi torniamo a presentare e raccontare un altro progetto musicale del territorio molto particolare. Si tratta di una band emergente composta da tre ragazzi: Keplero.

Nati nel 2013, riescono ora a raggiungere dopo circa otto anni di lavoro un ambitissimo traguardo, ovvero pubblicare l’album di debutto, ‘CMD-Z’. Un nome con tutto un suo significato che un po’ rimanda anche alle sonorità che rendono i Keplero degli artisti da tenere d’occhio, soprattutto da questo momento in poi.

Un assaggio di questo album, in uscita il 27 Gennaio, è il primo singolo ‘It Was Real’ che riesce a dare da subito un’idea del non indifferente status quo della band a livello di sound e concept. Di questo singolo è stato pubblicato anche un video che potrete trovare sul canale YouTube della band.

Non potevamo farci perdere l’occasione di ricevere delle informazioni in più riguardo la storia della band, il loro primo album e così via perciò abbiamo fatto loro alcune domande alle quali hanno gentilmente risposto.

Come nascono i Keplero e da chi sono composti?

I Keplero nascono nel 2013. Il nucleo principale della band è sempre stato composto da Sergio Valerio (chitarre, synth, voce), Costantino “McMartin” Martino (batteria elettronica, synth, campionatori) e Luca d’Altilia (basso, synth bass). In questi anni diversi musicisti hanno collaborato con noi, tramite il loro ingresso nella band per periodi più o meno lunghi, ma da circa un anno la band è tornata stabilmente alla formazione a 3.

Quali sono le vostre principali ispirazioni dal punto di vista musicale? 

Davvero tantissime. Ascoltiamo ed apprezziamo tantissima musica e consideriamo un valore il poter fondere insieme le diverse influenze musicali dei vari membri del gruppo. Giusto per dare un punto di riferimento, il sound dei nostri ultimi lavori si avvicina a quello dei (tra gli altri) Depeche Mode, Massive Attack, Moderat.

Raccontateci il processo di produzione delle vostre canzoni e il motivo della scelta di farle in inglese.

Siamo un gruppo molto “democratico”, nel senso che le canzoni vengono quasi sempre sviluppate in sala prove con il contributo di tutti, magari partendo dall’idea-base di uno di noi.

In realtà non abbiamo sempre avuto testi in inglese, anzi abbiamo inciso due EP con testi in italiano. Ultimamente preferiamo utilizzare l’inglese perché crediamo che, per la sua struttura di parole brevi ed efficaci, si sposi meglio con il nostro sound. Ma, per il futuro, mai dire mai..

Com’è muoversi nella scena musicale dal punto di vista di artisti emergenti?

Difficile, anche frustrante a tratti. Purtroppo non sempre si riscontra in giro la voglia di investire tempo e risorse nel valorizzare musica inedita, ancor più per quanto riguarda il nostro genere. Noi però non demordiamo e crediamo che i tempi siano maturi per un cambiamento in questo senso.

Il vostro album di debutto, in uscita il 27 Gennaio, si chiama ‘CMD-Z’. Perché questo nome? 

Chi usa spesso i computer sa che CMD-Z (per chi usa i Mac, o CTRL-Z per chi usa Windows) è la combinazione di tasti usata per annullare un precedente comando o azione. Abbiamo pensato che nella vita sarebbe utile a volte poter “annullare” gli errori commessi. Questo è tanto più vero nella difficile situazione globale attuale in cui il mondo (e soprattutto chi lo governa e dirige) dovrebbe davvero fare tesoro di questa esperienza e iniziare a porre rimedio alle ingiustizie commesse nei confronti della natura, delle persone, degli animali.

Cosa dovremmo aspettarci da questo album?

Il lavoro su quest’album è durato quasi due anni, prima in sala prove e poi al bellissimo Musical Box Studio di Vigevano (PV), dove l’abbiamo registrato. Abbiamo curato con grandissima attenzione i suoni, a costo di dover riascoltare cento volte una parte di pochi secondi o di sovraincidere qualcosa di appena percettibile all’ascolto. Volevamo che i pezzi arrivassero agli ascoltatori nel modo in cui noi li avevamo concepiti e immaginati e speriamo sia effettivamente così.

I temi dell’album sono tanti: le inquietudini e le paure del nostro tempo, ma anche la capacità di guardare oltre. C’è anche l’amore, ovviamente (potrebbe mai mancare?).

Con ‘It Was Real’, primo singolo estratto dal vostro album in uscita, riuscite a dare un’idea forte e caratteristica del vostro sound che non è effettivamente così comune per una band nuova nella scena musicale. Il video oltretutto è girato da Giacomo Triglia, già regista di artisti come Levante. Vorrei chiedervi di raccontare cosa significa per voi questa canzone e com’è stato lavorare con Triglia.

It Was Real è sicuramente un pezzo d’impatto, che rimanda un po’ a certe sonorità europee anni ’80 e ci siamo divertiti molto a registrarlo.

Giacomo l’abbiamo conosciuto tramite il nostro grande amico (e produttore dell’album) Max Martulli, anche lui figura nota nella scena musicale italiana, essendo il tour manager di Afterhours, Negrita, Vasco Brondi e altri. I lavori di Giacomo non hanno bisogno di presentazioni, il pezzo gli è piaciuto da subito ed alla fine è stato per noi un grande onore poter associare la nostra musica alla sua grande abilità nell’uso delle immagini.

Vincenzo Maddalena

20 anni. Studente di lettere moderne all’Università degli Studi di Foggia. Appassionato di libri, musica, serie tv e film. Come obiettivo principale mi pongo sempre quello di far conoscere realtà, idee diverse e interessanti di cui non si parla molto o se ne parla in maniera disinformata. Speranzoso soprattutto di continuare questo percorso giornalistico con buoni risultati.

Articoli correlati

Back to top button
Close

Sostenerci è facile

Per favore, disabilita AdBlock