
FOGGIA – «La sindaca Episcopo nega persino gli atti che firma». È l’accusa rivolta a Maria Aida Episcopo da Nunzio Angiola e Cicconetti, di Cambia, che intervengono sulla situazione politica a Palazzo di Città.
Secondo i due esponenti dell’opposizione, il rifiuto di alcuni assessori di approvare il PIAO, le assenze alla seconda convocazione della Giunta e la successiva revoca di Luigi Iorio dimostrerebbero l’esistenza di una crisi nella maggioranza. Angiola e Cicconetti richiamano anche il decreto di revoca, nel quale si fa riferimento a rapporti politico-amministrativi tali da non garantire più «la necessaria continuità e tempestività dell’azione amministrativa».
Nel mirino anche la vicenda di Stefania Rignanese, uscita dal PSI e dichiaratasi indipendente. Per Cambia, il cambiamento della geografia politica della maggioranza sarebbe una conseguenza, e non una spiegazione, delle tensioni sul PIAO.
Angiola e Cicconetti contestano inoltre i tempi dell’approvazione del Piano e le scelte sulla programmazione delle assunzioni, sostenendo che il confronto nella maggioranza avrebbe riguardato anche la macrostruttura comunale e la permanenza del dirigente Giuseppe Marchitelli.
«Il cosiddetto campo largo è diventato un campo di battaglia permanente», sostengono i due esponenti di Cambia, secondo i quali a Palazzo di Città non ci sarebbe più un progetto politico condiviso. «La crisi esiste, è profonda e dura ormai da mesi. Negarla – concludono – è una grave mancanza di rispetto nei confronti della città».

